COMO (3-4-1-2): Gomis; Odenthal, Scaglia, Binks; Parigini (Ioannu), Baselli (Iovine), Bellemo, Pierozzi (Faragò); Fabregas (Arrigoni); Gabrielloni, Cutrone (Mancuso). All: Longo Panch: Ghidotti, Da Riva, Iovine, Chajia, Faragò, Da Cunha, Vignali, Canestrelli, Blanco, Arrigoni, Mancuso, Ioannu. All.: Longo
COSENZA (4-3-2-1): Micai; Venturi (Rispoli), Rigione, Vaisanen D’Orazio; Cortinovis (D’urso), Calò, Brescianini; Marras (Agostinelli), Nasti (Zilli); Delic (Finotto). All.: Viali A disp.: Marson, Martino, Meroni, La Vardera, Kornvig, Rispoli, Florenzi, Voca, Agostinelli, Finotto, Zilli, D’Urso.
ARBITRO: Feliciani di Teramo
NOTE: Giornata serena e leggermente ventilata. Spettatori 5000 circa (di cui paganti 2243, abbonati 2593 e 500 tifosi rossoblù). Recupero : 3′ e
MARCATORI: 12′ Gabrielloni, 25′ Marras, 45′ Cutrone (R)., Pierozzi 46′ , 71′ Ioannu, 75′ Gabrielloni
AMMONITI: Nasti, Brescianini, Ioannu
COMO – E’ sempre più buio per il Cosenza, che perde malissimo a Como (5-1), e fa un altro passo verso il baratro. Non è bastata la perla di Marras arrivata dopo il gol in apertura di Gabrielloni (ancora lui!). Un altro rigore concesso ha spianato la strada ai locali regalando l’ennesima giornata amara al popolo rossoblù, ancora una volta la nota più lieta di giornata assieme a un Marras che è l’ultimo ad arrendersi. Per Viali ore decisive: alle porte l’impegno di martedì contro la Reggina, ma è indubitabile che la sconfitta odierna, occorsa contro una diretta concorrente, abbia dato una dolorosa picconata alle già fragili certezze rossoblù. Non si possono affrontare con tanta arrendevolezza e pochezza tecnica scontri di tale importanza.
FORMAZIONI – Viali lancia Delic dal primo minuto, appoggiato da Nasti e Marras. Si rivede Vaisanen, di ritorno dalla squalifica, e Calò in cabina di regia. Longo schiera schiera Fabregas in mezzo al campo e Gabrielloni davanti, bestia nera dei rossoblù nell’ultimo confronto in riva al Lago e marcatore lariano nell’ultima gara pareggiata a Ferrara. Tifosi rossoblù al fianco della squadra, con bell’incitamento iniziale (e saluto ricambiato), ed ancora sul piede di guerra contro Guarascio. A osservare il match anche l’ex campione del mondo 1982, Claudio Gentile.
PRIMO TEMPO – La cronaca propone subito squadre abbastanza alte, con offside che fioccano da una parte e dall’altra. Il primo tentativo, è un controbalzo di D’Orazio su scodellata di Marras da destra. L’emozione però più forte la regala il Como che prima cambia Baselli, infortunato, per far spazio a Iovine, poi gela i rossoblù ancora una volta con Gabrielloni, di testa, su corner da destra. Altra mazzata per il Cosenza in apertura, così come era successo a Bari. Ancora Gabrielloni, e ancora di testa al 15′, stavolta è solletico per Micai. Il Cosenza non c’è, non sale, e al Como non pare vero di gestire con relativa tranquillità il primo quarto di gara. Al 19′ altra discesa di Marras, sugli sviluppi è Cortinovis a trovarsi tra i piedi, dal limite, la palla buona per il pareggio, ma la sfera è sporcata dall’attenta difesa larian e rotola via in fallo laterale. Delic conferma di non essersi ancora calatio al meglio nella nuova realtà italiana, e il bel pallone in area servito da Marras e ciccato al 23′ ne è la dimostrazione plastica. Ma il Cosenza ha un Marras in più nel suo motore, e il furetto genovese al 25′ si prende la scena: raccoglie un passaggio di Cortinovis nel deserto dei Tartari del Como, e decide di smentire, con un destro all’incrocio, chi ne aveva messo in dubbio le doti balistiche. Vendetta più dolce dopo il rigore sbagliato contro Bisoli non poteva esserci. Un pò inaspettatamente, Como 1 – Cosenza 1. Il Como riprende ad attaccare, il Cosenza si innervosisce, con Nasti e Brescianini “giallati” nel giro di un opaio di minuti dopo altrettanti falli inutili. Utili ed emozionanti, sono invece i cori dei tifosi rossoblù, illuminati dal sole e dalla speranza. La stessa speranza che anima la corsa di Delic stoppata da Gomis al 32′ (ma era offside). La gara mette a nudo l’agionismo del Como, e la volontà del Cosenza di non prendere rischi, magari ripartendo. Ma entrambe le strategie non portano frutto. A scuotere l’equilibrio, attorno al 40′, prima il Cosenza con un piattone di Vainsane alti sugli sviluppi di corner, e sul capovolgiemnto di fronte, una sventola rasoterra stoprnata da Micai. Al 42′ i comaschi prima reclamano un rigore per un tocco di Vaisanen su Pierozzi, poi rischiano sulla sventola di Nasti, parata da Gomis. Feliciani di Teramo, e il Var, sorvolano. Sorvola, e di pcoo a lato, anche la conclusione di Calò dal limite: è il 44′. Sono attimi concitati, che decideranno la contesa. Il Como, infatti, cerca il penalty e lo ottiene allo scoccare del 45′ per l’ennesimo tocco di mano in area rossoblù. Dal dischetto va Cutrone: Micai tocca ma non basta. Si va negli spogliatoi col Como in vantaggio e per il Cosenza tutto da rifare.
SECONDO TEMPO – Nemmeno il tempo di capirci qualcosa, che il Cosenza incassa anche il terzo gol a opera di Pierozzi. Il Como infierisce, il Cosenza trova barlumi di orgoglio con le folate di Marras, ancora lucido nel grigiore generale. Da un sua sgroppata, i lupi per poco non la riaprono, ma il primo gol di Delic è negato da qualche centimetro di troppo. Al 57′ fuori un Delic di cui abbiamo già detto, dentro Finotto. Spazio pure per D’Urso al posto di Cortinovis e per Rispoli (out Venturi, anche lui ha giocato partite migliori). Il Como fa accedemia e nel frattempo inserisce l’altra bocca di fuoco Mancuso (standing ovation per Curtrone, che manco alla Scala). Il Cosenza spera nei piazzati, ma anche quando la palla passa, in rossoblù giocano a nascondino. E il Como infierisce con il neo entrato Ioannu che, servito a pochi passi da Micai dopo una discesa a sinistra dei locali (palla persa ingenuamente dai rossoblù), mette la parola fine alla partita. E ancora con Gabrielloni che batte un esausto Micai e fa andare via pure Guarascio: è il 75′. Gli ingressi inutili di Zilli e Agostinelli e qualche rara conclusione rossoblù servono solo per le statistiche.
“Auguri Cosenza” intonano verso la fine gli splendidi, immensi, tifosi rossoblù. Ce n’è davvero bisogno.
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