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Giuseppe Rodolico

Tropea, un ordigno fa saltare in aria la macchina del sindaco Rodolico

Gravissimo atto intimidatorio ai danni del primo cittadino di Tropea, Giuseppe Rodolico

Questa notte, un ordigno è stato collocato e poi fatto esplodere sotto la sua auto, un Audi A 4 parcheggiata in via Tondo, nei pressi della sua abitazione.

La deflagrazione sprigionatasi è stata così forte da svegliare gli abitanti del famoso centro turistico in provincia di Vibo Valentia.

Giuseppe Rodolico
Giuseppe Rodolico – Foto www.tropeainforma.it

Sul posto sono intervenuti sia i vigili del fuoco del comando provinciale di Vibo Valentia, che i carabinieri della stazione di Tropea che ancora adesso, stanno indagando per accertare le cause, nonché i presunti mandanti del gesto intimidatorio.

“Un episodio inquietante – ha affermato l’interessato – che da un lato mi turba, ma che dall’altro mi spinge a proseguire nell’attività amministrativa che sto conducendo con la mia squadra di governo per il bene della nostra città.”

Il sindaco ha poi aggiunto che senza dubbio il movente del gesto sia da ricondursi alla sua attività alla guida della giunta comunale, e non alla sfera lavorativa, considerato il suo ruolo di primario di Urologia dell’ospedale di Tropea. Ma non aggiunge altro, il dott. Rodolico, visto che sono ancora in corso le indagini del caso.

Parla dunque di quella sua attività amministrativa, il primo cittadino, in atto già dalla passata estate quando arrivò ad insediarsi a Palazzo Sant’Anna dopo una vittoria sul filo di lana.

Giuseppe Rodolico, 60 anni, primario del reparto di Urologia dell’ospedale di Tropea, è stato infatti eletto lo scorso maggio alla carica di sindaco della città tirrenica con la lista “Tropea Futura” che è riuscita ad ottenere 1651 voti battendo di sole 57 preferenze quella con a capo l’avvocato Giovanni Macrì, nipote del primo cittadino uscente Gaetano Vallone. La sua giunta si è insediata alle porte dell’estate e da allora ha portato avanti attività di ordinaria amministrazione.

La questione più spinosa in questi primi mesi di amministrazione è stata quella di inizio 2015: il cosiddetto “caso Bretti”.

Avvenne che l’assessore, al turismo, Antonio Bretti, un carabiniere in pensione, fu  messo all’angolo dallo stesso sindaco, che lo revocò dall’incarico per aver partecipato in veste istituzionale ad un evento al quale era presente anche il genero del boss di Tropea e che – così come disse il sindaco in quella occasione – avrebbe così leso l’immagine dell’ente pubblico. Una manifestazione finita anche sui principali network nazionali.

Il primo cittadino è adesso in contatto con la Prefettura di Vibo e dovrebbe aver convocato una riunione con tutta la sua squadra di governo.

 

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