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Vertenza TIS Calabria, la USB dichiara lo stato di agitazione: «L’8 giugno protesta al Consiglio Regionale»

Sindacati in rivolta contro i Comuni inadempienti e le prove di idoneità definite “discutibili”: «Basta tavoli dormienti, passiamo alla piazza per la giustizia sociale».

I TIS, tirocinanti di Inclusione Sociale, esclusi dai Comuni inadempienti a ridare dignità ai lavoratori che per oltre dieci anni gli hanno garantito servizi gratuitamente dati in prestito dalla Regione Calabria ma sfruttati dagli enti locali, esclusi dai posti disponibili in graduatorie, esclusi da prove di idoneità discutibili. “Si passa dai tavoli dormienti di discussione alla piazza della giustizia sociale.” – dice Saverio Bartoluzzi della USB FdS Calabria – che già si rifiutò di firmare l’accordo quadro perché imposto senza prospettive chiare.

Lo farà passando dallo stato di agitazione alla piazza del Consiglio Regionale l’8 giugno a Reggio Calabria.

La conflittualità sindacale della USB sempre e comunque leale e costituzionale, ha portato la vertenza alla ripresa per una stabilizzazione degli stessi tirocinanti.

Dopo anni di mobilitazioni, manifestazioni, incontri con gli assessorati e riunioni che hanno visto la partecipazione sentita di centinaia e centinaia di lavoratori e quando a voce alta urlavamo a tutte le forze politiche che l’unico diritto imprescindibile per dare dignità ai tirocinanti era la STABILITA’ sociale, professionale, ed economica, avvenimento da non trascurare visto l’ormai scarsissimo attivismo sindacale di cui soffrono determinati ambienti lavorativi, ricordiamo ad ogni nostra rivalsa contemporaneamente qualcuno affermava di non partecipare alle mobilitazioni, di non fare protesta, altrimenti non ci sarebbe stato seguito all’ennesima proroga nascondendo l’ennesimo sfruttamento e lavoro subordinato.

Nel frattempo, ad ogni tornata elettorale, i tirocinanti venivano illusi e ridicolizzati da false promesse. Oggi qualcosa sta cambiando forse non perfettamente al meglio ma sicuramente le coscienze sono diverse o per istinto di sopravvivenza da parte dei tirocinanti oppure per non cadere nella retorica da parte della politica.

Il nostro obiettivo finale è stato e sempre sarà la stabilizzazione a tempo indeterminato o tramite selezione ai sensi dell’art. 16 della Legge n. 56/1987 voluto applicato tramite modifica regionale dall’intuizione di una stessa tirocinante nostra delegata, al tavolo tecnico fra USB e il Presidente Occhiuto anche al bacino dei tirocinanti calabresi. O tramite la formalizzazione e approvazione in Consiglio regionale della modifica normativa finalizzata a ricomprendere i TIS esclusi o non stabilizzabili nell’ambito della Legge regionale n. 1/2016 o perfino di una legge regionale completamente nuova.

Siamo in una fase delicata. Dove il bacino dei TIS ha bisogno di un sostegno morale, sociale e specialmente di apertura ad una visione chiara che illustri questa fase che può davvero lasciare un segno indelebile positivo ma, se non seguiti e supportati, un drammatico epilogo.

Oltre ad un DL Regionale ad hoc per i TIS si dovranno affrontare l’una tantum di euro 2.000 ai 76 lavoratori che non hanno ancora percepita, la creazione di un contenitore amministrativo e finanziario per garantire ai tis interessati un sostegno economico immediato visto che circa 400 tis stanno frequentando corsi di formazione indegni a 3.50 euri a l’ora, fino alla contrattualizzazione e perfino soluzioni concrete per assicurare ai tis interessati, esclusi o non ancora stabilizzati, una prospettiva occupazionale tramite contratto di lavoro.

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