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Francesco Spadafora

Città Unica Cosenza-Rende-Castrolibero, Spadafora (FdI): favorevole alla fusione

Dibattito consiglio comunale sulla città unica. Spadafora, «Favorevole alle fusione dei comuni con il coinvolgimento di altre realtà cittadine»

COSENZA – LA DISCUSSIONE SULLA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLA POSSIBILITA’ DI ISTITUIRE LA CITTA’ UNICA MEDIANTE LA FUSIONE DEI COMUNI DI COSENZA, RENDE E CASTROLIBERO, È STATA OGGETTO DI ATTENZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA, IL QUALE SI E’ RIUNITO IN CONCOMITANZA CON QUELLO DI RENDE PER LA MEDESIMA QUESTIONE. TRA GLI INTERVENTI PROGRAMMATI QUELLO DEL PRESIDENTE DEL GRUPPO “FRATELLI D’ITALIA”, FRANCESCO SPADAFORA, CONSIGLIERE COMUNALE ALLA TERZA CONSILIATURA, IL QUALE HA SUBITO FATTO PRESENTE CHE L’ARGOMENTO INERENTE LA REALIZZAZIONE DELLA CITTA’ UNICA HA ANIMATO, E NON DI POCO,   

Francesco Spadafora

IL DIBATTITO POLITICO.


«La città unica Cosenza – Rende -Castrolibero, rappresenta certamente un’opportunità interessante e fondamentale, – HA DETTO SPADAFORA – e potrebbe essere la più grossa fusione di comuni in Italia dando vita ad una città superiore ai centomila abitanti».


IL CONSIGLIERE FRANCESCO SPADAFORA, HA INOLTRE evidenziato NEL CORSO DEL SUO INTERVENTO che attuare questo progetto che si sviluppa su un asse portante (Cosenza – rende -Castrolibero), significa finalmente dare inizio fattivo a processi di integrazione dei servizi e di sviluppo dei territori, in una logica di sostenibilità, pianificazione e programmazione, partendo da un assunto: i territori di Cosenza, Rende e Castrolibero sono già nei fatti collegati.

 

Secondo Spadafora, unire Cosenza, Rende e Castrolibero in una sola città consentirebbe inoltre una migliore e più agevole gestione dei servizi, garantirebbe ingenti risparmi e maggiori finanziamenti pubblici e determinerebbe una crescita culturale, economica e sociale di grande rilievo per tutta l’area cosentina. Anche perché non c’è nessun motivo per cui debbano restare comuni separati quando peraltro di fatto sono un’unica realtà urbana.

«A dire il vero –ha aggiunto- il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, validamente rappresentato nella massima assise cittadina, unitamente ai dirigenti provinciali del partito, è dell’avviso che in questa proposta di legge debbano essere inserite altre comunità cittadine che in realtà sono collegati ai tre comuni interessati dalla fusione, come ad esempio Montalto e Zumpano».

Fratelli d’Italia ritiene che realizzare una grande realtà urbana con circa 200.000 abitanti possa portare ulteriori benefici.

A tal proposito -secondo il presidente del gruppo meloniano in consiglio comunale- si auspica che la proposta di legge regionale possa essere modificata in tal senso.

Francesco Spadafora ha inoltre voluto sottolineare che bisogna mettere da parte certi campanilismi che hanno da sempre danneggiato tutti i territori calabresi.

«La fusione dei comuni di Cosenza, Rende e Castrolibero -ha dichiarato poi- si rende necessaria innanzitutto per colmare lo spopolamento che da tempo registriamo nelle nostre realtà. In particolare Cosenza, in qualità di città capoluogo di Provincia, non può essere numericamente inferiore ad altre realtà calabresi».

Per di più, il capogruppo Spadafora, ha messo in evidenza il fatto che l’accorpamento delle municipalità consentirebbe di diminuire i costi della politica, perché il numero dei rappresentanti istituzionali e governativi, rispetto agli assetti attuali, sarà nettamente minore.

Spadafora ha ulteriormente sottolineato che il principale beneficio del processo della fusione dei Comuni sono gli incentivi economici-finanziari, in quanto sia le norme statali che regionali riservano premialità per un periodo di almeno 10 anni dall’avvio dell’accorpamento.

Rivolgendosi ai Consiglieri Comunali presenti, ha auspicato –infine- «che la proposta avanzata da alcuni consiglieri regionali del centrodestra possa essere affrontata con senso di responsabilità e coscienza da parte di tutti gli attori che dovranno portare a compimento tale iter legislativo, con la speranza che alcuni rappresentanti politici e istituzionali possano far prevalere l’opportunità di questo progetto e non gli interessi personali».

Il consigliere bruzio, inoltre, riferendosi ai consiglieri di maggioranza -ha detto- «la nostra parte politica non vuole sottrarre niente a nessuno, anzi l’occasione di tale seduta è utile per ribadire che la minoranza consiliare, afferente alle posizioni del centrodestra, rispetta la volontà popolare dei cittadini».

In particolar modo, Spadafora si è rivolto al sindaco Franz Caruso al quale ha riferito di stare tranquillo perché nessuno vuole levarla dal suo incarico, «l’obiettivo che si intendere raggiungere è quello di realizzare dopo anni di discussione questo grande progetto della città unica, il quale deve anche necessariamente tener conto di altre realtà cittadine. Se entro la data indicata nella proposta di legge regionale si dovesse concludere tutto l’iter legislativo sicuramente non sarebbe un danno per nessuno rinunciare a qualche mese di mandato».

In conclusione, Spadafora ha rimarcato che la questione della fusione dei comuni non può essere tratta con superficialità perché c’è in ballo il futuro di un vasto territorio che non può rimanere indietro. “E’ giunta l’ora di fare fronte comune e non perdere il treno della città unica”.

«Una volta approvata la legge punteremo al coinvolgimento dei cittadini, con un referendum consultivo», così ha concluso Spadafora.

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