Maxi blitz oltre alla droga e alle armi sequestrato anche il ‘Codice di San Luca’, vero manuale per le affiliazioni

Hanno partecipato 450 tra poliziotti e finanzieri che sono riusciti a fare bottino pieno, compreso quel quaderno con diversi appunti cifrati e che dovrebbero svelare i meccanismi che comportano il rito di affiliazione alle ‘ndrine. Il clan attivo nella Capitale era strettamente collegato alla ‘ndrangheta di San Luca, nel reggino ma le perquisizioni hanno interessato anche la coop Edera, una delle aziende di Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati, entrambi arrestati nell’inchiesta Mafia Capitale.

Come ha spiegato il procuratore aggiunto Michele Prestipino, capo della Dda «la Edera assicurava lavoro ai detenuti, presupposto per misure alternative alla detenzione e grazie alla cooperativa alcuni indagati sono riusciti a ottenere questi benefici. Tra loro anche l’attuale collaboratore di giustizia Gianni Cretarola e l’indagato Antonio Pizzata”. Quest’ultimo è accusato di aver fatto parte del commando che il 24 gennaio 2013 ha ucciso sempre a Roma Vincenzo Femia, fatto fuori perché, secondo gli inquirenti, si era opposto alla costituzione di una cellula della ‘ndrangheta nella Capitale.

I capi dell’organizzazione erano ben insediati a Roma, in particolare nei quartieri Centocelle, Primavalle, Appio, San Giovanni e Aurelio, con una fitta rete di connivenze per farli agire indisturbati e fornire supporto logistico ai latitanti. Il gruppo però aveva basi logistiche anche Genova, Milano e Torino, essenziali per nascondere le partite di droga importate.
Oltre al delitto di Femia e alle lesioni, gli altri reati contestati all’organizzazione sono associazione a delinquere, traffico internazionale di droga con l’aggravante mafiosa e del reato transnazionale), la ricettazione, estorsione, danneggiamento, favoreggiamento, simulazione di reato, possesso e fabbricazione di documenti falsi, porto e detenzione abusiva di armi.
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