L’Associazione Rurale Calabrese sostiene che la Regione Calabria e l’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo non stiano facendo abbastanza per affrontare e risolvere tutte le questioni legate dall’emergenza cinghiali.
Nelle scorse settimane l’Associazione ha partecipato a diversi incontri, a Nocera Terinese (CZ) e a Casabona (KR) manifestando tutte le perplessità relative alla gestione dell’emergenza cinghiali. Il vicepresidente Massimo Balsito, in particolare, oggi non le manda a dire.
“Noi non molliamo, vogliamo i fatti, niente più promesse, passerelle e politicanti perfettini, le azioni concrete a salvaguardare l’economia calabrese dove stanno?” – scrive in una nota Belsito.
“Non si possono accontentare tutte le categorie – continua il vicepresidente -, non si può restare sotto scacco da parte delle associazioni animaliste, la situazione è seria e ne va della vita di tante famiglie rurali calabresi che vivono di agricoltura, pastorizia e produzione di salumi”.

L’Associazione evidenzia che vi sono alcune domande a cui ancora la Regione non riesce a dare risposte concrete e fattive.
“Dove sono i centri di raccolta per le carcasse? Dove si devono conferire le pelli e le interiora? A chi bisogna dare la carne del cinghiale “dopo il contenimento”? Ma è possibile che oltre lo sforzo gratuito che sta facendo il mondo venatorio ne state chiedendo anche la “pelle”? Il PRIU (Piano Regionale Interventi Urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nella specie cinghiale) non è stato ancora attivato, cosa si aspetta, l’apertura della caccia? O davvero credete di poter chiudere tutti in un’altra zona rossa?”.
Belsito: “sono quattro anni che vi sollecitiamo, che vi mandiamo proposte alle quali non avete nemmeno avuto la delicatezza di rispondere. Non si può restare sotto scacco di un’associazione riconosciuta solo perché ne rappresenta il numero maggiore di tesserati, se è sempre la legge dei numeri che deve valere in politica fate attenzione, questa volta i numeri sono ancora più alti e sono rappresentati dai quasi due milioni di calabresi che chiedono dignità, rispetto e azioni concrete di contenimento”.

Per l’associazione v’è troppa leggerezza nel trattare il problema
“L’unica cosa che noi vediamo – continua Belsito – è la leggerezza con la quale trattate un problema serio come quello dell’emergenza cinghiali, nonostante i tanti danni all’agricoltura e alle persone sia direttamente, come il caso dell’anziano di 83 anni di Vibo aggredito da un cinghiale che si sarebbe avventato su una gamba costringendo l’uomo a recarsi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. Per non parlare dei tanti incidenti stradali, molti di questi documentati anche dalle forze dell’ordine”.
“E ancora, vediamo leggerezza sui rimborsi che la Regione elargisce per i danni da cinghiale in agricoltura. Non vorremmo gridare allo scandalo, ma in tutti gli incontri dove gli agricoltori e i cacciatori ci stanno invitando, vengono riferite e constatate disparità di trattamento fra il piccolo agricoltore che non riceve rimborso e la grande azienda agricola che invece li riceve, eccome se li riceve. Anche su questo punto gradiremmo maggiori delucidazioni sia per le perizie e sia per la determinazione delle somme corrisposte” – conclude Belsito.
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