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A Cosenza la presentazione a Palazzo dei Bruzi del libro “La Padrina”

L’opera di Palma Comandè tra antropologia, identità e ruolo delle donne

Di Anna Maria Ventura

La Padrina di Palma Comandè (Rubbettino Editore, 2021) sarà presentato lunedì 16 febbraio 2026, alle ore 17.00, nella Sala Consiliare di Palazzo dei Bruzi a Cosenza. L’evento, promosso dalla Commissione Cultura della Città di Cosenza e da AIParC Cosenza, con il supporto editoriale della Casa Editrice Rubbettino, rappresenta un altro tassello di un percorso culturale dal forte profilo antropologico e sociale, nobilitato dal legame con il Parco “Saverio Strati” e le iniziative del sodalizio culturale che lo promuove.

L’incontro sarà introdotto e coordinato da Domenico Frammartino, Presidente della Commissione Cultura del Comune, con i saluti di Tania Frisone, Presidente di AIParC Cosenza. Interverranno Anna Maria Ventura, già docente di Lettere Classiche e Segretaria AIParC Cosenza, Viviana Burza, già professoressa ordinaria di Pedagogia generale e sociale all’Università della Calabria e socia AIParC Cosenza e Luigi Franco, Direttore editoriale di Rubbettino. Concluderà l’autrice, Palma Comandè. L’appuntamento sarà arricchito da contributi musicali di Simone Pedatella.

La presentazione si inserisce nel solco delle attività promosse dal Parco “Saverio Strati”, il progetto culturale nato all’interno di AIParC Cosenza che, pur non avendo una sede fisica, opera come laboratorio di idee in grado di coniugare memoria, identità e sviluppo culturale. Il Parco è stato ideato con l’obiettivo di mantenere viva l’eredità intellettuale dello scrittore calabrese Saverio Strati, figura centrale della letteratura del Novecento, e di promuovere attività di formazione, lettura, scrittura e narrazione come strumenti di crescita collettiva.

L’esperienza del Parco, già raccontata in occasione dell’inaugurazione culturale a Sant’Agata del Bianco, mira a trasformare la memoria letteraria in azione culturale, coinvolgendo associazioni, scuole, studiosi e cittadini in progetti concreti e dialoghi aperti.

La Padrina non è un romanzo sulla ’ndrangheta in senso cronachistico, ma una tragedia moderna che scava nelle dinamiche di un sistema sociale in cui appartenenza, potere e destino si intrecciano in modo indissolubile. Palmas Comandè, osservando la Calabria dall’interno e rifiutando semplificazioni, mette in scena un mondo in cui il potere non è solo violenza, ma disciplina culturale e ordine simbolico.

La montagna, evocata nel romanzo, non è semplice ambientazione, ma spazio antropologico attivo che modella i personaggi e la loro identità. La ’ndrangheta si presenta non come corpo estraneo, ma come forma di ordine sociale che assegna ruoli, garantisce riconoscimento e professa una visione di destino già scritto.

Al centro della narrazione sono due figure femminili complesse. La Padrina incarna un potere declinato al femminile, fondato sul controllo degli affetti, della memoria e dell’educazione delle nuove generazioni, divenendo custode di valori, codici e continuità culturale. In lei si riflette una verità spesso trascurata: le donne non sono marginali nella riproduzione del sistema, ma ne sono soggetti culturali centrali.

Accanto a lei, Mirià, la nipote, è il centro emotivo del romanzo, un personaggio attraversato da un profondo bisogno di libertà che sfida la rigidità di ruoli imposti. Per Mirià, la libertà non è solo fuga fisica, ma cambiamento culturale e responsabilità etica, in particolare attraverso il delicato atto di decidere di portare avanti una maternità che diventa rifiuto simbolico del destino imposto.

Il romanzo di Comandè adotta una scrittura essenziale e intensa, che evita facili redenzioni per restituire una visione della libertà come scelta dolorosa e carica di responsabilità. La Padrina sfida il lettore a guardare oltre i confini narrativi della criminalità organizzata per cogliere la complessità culturale che la sostiene.

La presentazione a Cosenza, promossa dalla Commissione Culturale del Comune, inserita fra gli eventi culturali legati ai progetti del Parco “Saverio Strati” e di AIParC Cosenza, propone dunque non solo un momento di riflessione letteraria, ma un’occasione di dialogo civico e collettivo, capace di interrogare le strutture profonde dell’identità e del vivere in comunità.

La Padrina di Palma Comandè
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