Si sono svolti oggi pomeriggio alle ore 15:00, a Mesoraca, un piccolo comune in provincia di Crotone, i funerali della piccola Ginevra Soressa, la bimba di 2 anni morta a causa del Covid.
La piccola Ginevra è deceduta nella giornata di domenica scorsa all’ospedale Bambin Gesù di Roma dove era stata trasferita d’urgenza dall’ospedale di Catanzaro a bordo di un aereo militare.
La bimba, che si era sentita male nella giornata di venerdì, era stata portata dai genitori all’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone e qui il tampone aveva dato esito di positività al Coronavirus.
Nel giro di poche ore le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate per una polmonite interstiziale bilaterale e Ginevra era stata trasferita in ambulanza all’ospedale di Catanzaro, dove è stata ricoverata in rianimazione. Poi è arrivata la richiesta per trasporto aereo d’urgenza verso Roma per l’impossibilità di ricoverare la bambina in terapia intensiva pediatrica.
Arrivata a Roma “già intubata e in condizioni disperate, con insufficienza respiratoria e compromissione delle funzioni vitali”, “la bambina è deceduta poche ore dopo l’arrivo in Ospedale”.
Una folla commossa ha accolto oggi pomeriggio la salma della bambina nel santuario SS. Ecce Homo, ma non sono presenti i genitori, in quanto positivi al coronavirus.
La cerimonia funebre è stata officiata dal vescovo della diocesi di Crotone – Santa Severina, monsignor Angelo Raffaele Panzetta che è apparto visibilmente commosso.
Il Vescovo ha concentrato la sua omelia su tre parole, dolore, responsabilità e fede.
“Tre parole che richiamano alla sofferenza che stanno vivendo i familiari della piccola, al senso di responsabilità e al dovere di imparare da questa immane tragedia, alla fede nella quale i genitori possono trovare conforto”
Ha detto Monsignor Panzetta, che ha continuato: “Le tre Parole sono “Dolore”, quello che provano i familiari che in questo momento dobbiamo sostenere con benevolenza.
L’altra parole è “Responsabilità”. Penso che i genitori di Ginevra hanno diritto a risposte senza cercare capri espiatori. Ma abbiamo diritto alla verità, il diritto a sapere come sono andate le cose aiuterà a capire, a comprendere. Sarebbe ancora più grave se non imparassimo da questa tragedia. Avvertiamo il desiderio di una sanità migliore. Sono convinto che il grado di civiltà di una comunità si misura da come tratta i più deboli. È in gioco l’onore della nostra comunità. Si programmi un futuro di cure.
La terza e ultima parola è la “Fede”, la più bella di tutte. Ginevra è nella luce di Dio. È un fiore stupendo accanto a Gesù, tra le braccia del signore per eternità».
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