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Abusi e illegalità alla casa di riposo “Serenità”: il Comune di Mongrassano chiede il risarcimento dei danni

Struttura chiusa nel 2025 dopo il blitz dei NAS: la società di gestione era priva di titoli, non pagava i canoni e ospitava anziani in sovrannumero. Al via l’azione legale del Comune.

Voltare definitivamente pagina nel segno della legalità e della trasparenza, restituendo alla comunità un servizio essenziale ma epurato da anni di gestioni illecite. È questo l’obiettivo del Comune di Mongrassano, che ha avviato un’azione legale per il risarcimento dei danni nei confronti dell’ultima società che ha gestito, senza alcun titolo, la casa di riposo per anziani “Serenità”.

La prima udienza si è già tenuta davanti al Giudice del Tribunale di Cosenza, la dott.ssa Morrone. Il Comune, rappresentato dall’Avvocato Vincenzo Pugliese del foro di Cosenza, chiede il recupero dei canoni di locazione dovuti per gli ultimi anni di occupazione abusiva dello stabile comunale, oltre alle tasse sui servizi mai corrisposte. Un danno finanziario pesante, quantificabile in decine di migliaia di euro per le casse pubbliche.

La vicenda è culminata nel maggio del 2025 con la chiusura definitiva della struttura, disposta tramite ordinanza sindacale a seguito di una severa ispezione igienico-sanitaria condotta dai Carabinieri del N.A.S. di Cosenza.  Il verbale dei militari aveva portato a galla uno scenario inquietante di irregolarità amministrative, strutturali e organizzative:

La struttura offriva prestazioni socio-assistenziali senza alcuna autorizzazione al funzionamento regionale o dell’Ufficio di Piano del Distretto competente. L’unico documento agli atti era una semplice SCIA per la gestione di una mensa.

Al momento del controllo venivano censiti ben 33 anziani presenti, a fronte di una capacità ricettiva massima autorizzata in passato di soli 22 utenti.

La struttura era logora, non a norma e totalmente priva delle figure obbligatorie dell’Assistente Sociale e dell’Animatore. Inoltre, i contratti degli Operatori Socio-Sanitari impiegati prevedevano turnazioni da 18 o 21 ore settimanali, ben al di sotto delle 38 ore previste dalla normativa vigente.

L’attuale amministrazione comunale ha voluto fare luce su una situazione definita dagli stessi amministratori “al di fuori della legalità e della trasparenza”, ereditata e tollerata dalle passate gestioni.

La cronistoria della struttura è infatti segnata da continui scossoni: dopo un passaggio di ramo d’azienda nel 2017 , la società subentrante aveva ricevuto un’interdittiva antimafia definitiva dalla Prefettura di Cosenza , spingendo la Regione Calabria a sospendere le autorizzazioni già nel periodo precedente alla chiusura dei NAS. Il contratto ventennale di gestione con il Comune era scaduto nell’aprile del 2020. Nonostante ciò, e malgrado una liquidazione giudiziaria conclusasi nel 2022, l’attività è proseguita fino al 2025 sotto il nome della società “Orizzonti Nuovi s.r.l.s.” , subentrata in modo del tutto abusivo e senza alcun contratto in essere con l’ente comunale. La stessa società era stata perfino esclusa da un bando pubblico del marzo 2025 proprio per inidoneità alla gestione di attività sanitarie.

Il Comune guarda ora avanti per sanare la ferita. La Giunta comunale ha già dato mandato agli uffici per richiedere l’accesso a fondi specifici destinati alla ristrutturazione, alla riqualificazione e all’adeguamento sismico dell’edificio di proprietà pubblica.

“Il nostro auspicio — dichiarano gli attuali amministratori comunali — è quello di restituire al più presto a Mongrassano la sua casa di riposo. Vogliamo che la nuova struttura operi nella trasparenza più assoluta, garantendo il rispetto dei diritti e della dignità sia degli ospiti anziani sia dei futuri lavoratori, che sono stati le prime, vere vittime di questa gestione illegittima”.

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