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porto turistico di Amantea

Abusivo e pericoloso, sequestrato il porto turistico di Amantea

Mancano alcuni condizioni essenziali per la sicurezza e non sono stati pagati i canoni demaniali all’Erario. Ecco perché la Capitaneria di Porto ha messo i sigilli

Bello, suggestivo, ma soprattutto abusivo. Ecco perché il porto turistico di Amantea, nel cosentino, è stato messo sotto sequestro dalla Capitaneria di Porto di Vibo Valentia in seguito al provvedimento del dal gip del Tribunale di Paola, su richiesta del procuratore Bruno Giordano.

porto turistico di Amantea
porto turistico di Amantea

Un’indagine cominciata un anno fa e nella quale sono indagate sei persone, tra le quali anche i commissari prefettizi nominati dopo lo scioglimento del consiglio comunale del 2007, quando Amantea fu al centro di diverse inchieste che portarono al coinvolgimento di politici e tecnici comunali. E risulta indagato anche l’attuale responsabile dell’ufficio tecnico manutentivo.

Per tutti l’accusa è quella di avere occupato arbitrariamente il suolo demaniale marittimo mediante la struttura portuale in località Campora San Giovanni, nel Comune di Amantea, “consentendo di trarre un ingiusto profitto e vantaggio patrimoniale a danno dell’erario”. Per farlo, le persone coinvolte non avrebbero attuato le regolari procedure amministrative per rilasciare la concessione demaniale marittima. Inoltre sarebbe stato necessario completare le procedure di collaudo, sino ad oggi ancora non eseguite, e si sarebbe dovuto provvedere a corrispondere i pagamenti dei canoni demaniali, per una somma che ammonta ad oltre tre milioni di euro mentre risultano versati solo poco più di 200 mila euro da parte de Comune all’Agenzia del Demanio.

Impossibile dunque che l’autorità giudiziaria non intervenisse, come ha sottolineato il procuratore capo, Bruno Giordano, all’AGI: “Non c’era nulla in ordine in quel porto. Abbiamo effettuato indagini sul rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni e abbiamo verificato che non era quasi mai agibile, perché si insabbia in continuazione. Inoltre l’ingresso è stretto e pericoloso e le barche, per accedere o uscire, prendono le onde di traverso. La Capitaneria di Porto se ne era già occupata, accertando la mancanza di diversi requisiti, ma aveva avuto rassicurazioni che tutto sarebbe stato regolarizzato. Questo non è mai avvenuto”

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