Si è spento nella giornata di oggi, all’età di 93 anni, nella sua casa del quartiere Prati, Giuliano Montaldo.
Creatore di capolavori immortali, come ” Sacco e Vanzetti”, ispirato ai due anarchici condannati alla sedia elettrica negli Stati Uniti, durante gli anni venti, e il ” Giordano Bruno” sul monaco eretico di Nola. Entrambi con protagonista Gian Maria Volonté. Il regista genovese diresse molti divi di fama mondiale, da Burt Lancaster a Philippe Noiret.
Vincitore del David alla carriera, fu uno dei più importanti esponenti del Cinema di impegno civile. Fellini lo chiamava “Giulianone”.

Ancora quattordicenne venne arrestato dai nazisti, in seguito fece parte della resistenza. Aveva cominciato la sua carriera di attore, passando successivamente dietro alla macchina da presa. Esordì alla giovane età di trentun’anni con la pellicola ” il tiro al piccione”.
Nella sua vita ha realizzato in totale una ventina di film. Sposò Vera Pescarolo, sorella del noto produttore. La sua influenza era talmente forte, da ispirare anche un tizio di nome Quentin Tarantino, con il lungometraggio di mafia dove utilizzò per primo il titolo ” Gli intoccabili”, diciotto anni prima di Brian De Palma. Giuliano Montaldo resterà sempre nei cuori di tutti i cinefili italiani.
Qualche tempo fa, dichiarò al Corriere della Sera, che temeva di dimenticare il suo vissuto. Ciò non è avvenuto. Inoltre, verrà ricordato come uno dei più grandi cineasti che questo paese abbia mai avuto.
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