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Addio Coppa Italia: ri-concentriamoci sul campionato, che è meglio! (di Antonio Pallo)

Archiviata la Coppa Italia, a proposito, complimentoni a chi ha stabilito che le semifinali di Coppa si dovessero giocare alle 14:30 di un pieno giorno lavorativo in barba a stimoli e sacrifici (complimenti sinceri al presidente Guarascio che ha almeno tentato di rimediare a questa nefandezza), ricominciamo a proiettarci al campionato che è l’unica cosa che conta veramente.

Da qui alla fine del torneo regolare, eh si, è proprio il caso di definirlo tale perché il resto è solo una schifezza indecorosa, mancano 9 gare che saranno tutte tiratissime e che dovranno portarci al miglior posizionamento possibile nella griglia dei playoff. Ormai non è più tempo né di alchimie tattiche né di fantasiose soluzioni di formazione, quello che si ha è quello su cui far conto e a Braglia tocca la parte più difficile di questa elaborata fase finale.

Il nostro toscanaccio dalle mille smorfie (capisco che le domande che gli vengono rivolte non sempre sono esempio di intelligenza calcistica ma un tentativo di dissimulare la noia no eh!!!) deve ora innanzitutto ricompattare mentalmente la truppa rossoblu, troppi inutili isterismi negli ultimi periodi, e deve far ritornare la condizione atletica ad un livello accettabile, gradatamente sino al volgere dei playoff.

Una fase del match di ieri (ph. IlCosenza.it)
Una fase del match di ieri (ph. IlCosenza.it)

Certo i piani sono stramaledettamente complicati dal precipitare ultimo dei risultati che ci hanno visto scendere dalla possibile comfort-zone del 4/5° posto a quella decisamente più fastidiosa del 9° posto con distacco da chi ci precede. Ma va da se che non potevamo di certo illuderci che le cose si fossero improvvisamente risolte con il solo arrivo di Braglia o con quella mezza operazione di restyling che si è effettuata in gennaio.

Inutile nasconderci, lo stesso Braglia lo va ripetendo continuamente, tra uno sbadiglio e un risolino in sala stampa senza essere molto compreso, che questa squadra difetta di quella qualità che serve a scardinare le difese avversarie quando non basta più la forza fisica e la volontà.

Non serve a nulla recriminare oggi per quanto non è stato fatto ieri ma se l’attaccante, e lo scrivevamo già qualche settimana fa, la porta la vede sempre di spalle e un passaggio degno di questo nome non lo riceve, si può chiamare anche Gonzalo Higuain invece che Leonardo Perez, ma gol difficilmente ne può fare, prova ne è l’impattata frontale di testa del nostro contro la Viterbese. Questa qualità non risiede in nessuno dei componenti di questa rosa, per gioventù priva di malizia o per caratteristiche diverse che portano ad esprimere diverse qualità. Resta pertanto da fare un’unica e semplice cosa: lancia in resta e combattiamo fino alla fine su ogni palla con tutto quello che abbiamo, cuore, gamba e testa.

Questa è squadra che più andrà avanti nei playoff, più forti diventeranno le avversarie (vedi le trasferte di Catania e Lecce, tanto per capirci), maggiori possibilità avrà di emergere….l’unico problema è che da qui alla fine ne mancano ancora 9 e dobbiamo fare ancora almeno 5/6 vittorie…e se in porta non tiri…

Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.

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