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Agorà, la cultura come spazio d’incontro. A Cosenza la pittura di Assunta Mollo racconta l’arte come esperienza interiore

Alla Casa delle Culture prende il via il programma culturale ottobre-dicembre 2026. Tra teatro, musica, letteratura e arti visive, la mostra “Curare ad Arte” offre l’occasione per entrare nell’universo pittorico di un’artista che fa del colore, della figura e della libertà espressiva strumenti di ricerca e di comunicazione.

Di Anna Maria Ventura

La Casa delle Culture di Cosenza è uno spazio che contribuisce a costruire una comunità attraverso la cultura. È un presidio di partecipazione e creatività che, attraverso una programmazione articolata e multidisciplinare, si propone di avvicinare il pubblico ai diversi linguaggi dell’arte. È in questa prospettiva che si colloca “Agorà – Attività culturali”, il programma che accompagnerà la vita culturale della città nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2026, sotto la direzione artistica di Vera Segreti.

L’iniziativa, promossa dalla Casa delle Culture in collaborazione con la Società Cooperativa Teatro in Note, si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha dato spazio alla musica, al teatro, alla letteratura, alle arti visive e alla formazione, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni. Le precedenti attività di Agorà hanno proposto concerti, incontri letterari, spettacoli e mostre, confermando la vocazione della struttura a favorire il dialogo tra discipline artistiche differenti e a rendere la cultura un’esperienza condivisa.

Il significato della rassegna risiede proprio nella sua capacità di superare i confini tra le diverse forme espressive. La cultura viene intesa  come un percorso nel quale la parola incontra il suono, la rappresentazione scenica dialoga con l’immagine e l’esperienza individuale si apre alla dimensione collettiva.

In un momento storico in cui la fruizione culturale rischia spesso di consumarsi nella rapidità delle immagini e nella superficialità delle informazioni, iniziative di questo genere restituiscono valore al tempo dell’ascolto, alla relazione diretta con gli artisti e alla possibilità di fermarsi a riflettere.

La Casa delle Culture si propone così come uno spazio nel quale il pubblico  è sia destinatario di proposte, che parte attiva di un’esperienza di crescita e di confronto.

Il nome Agorà richiama la piazza della città greca, luogo d’incontro, discussione e partecipazione alla vita pubblica. Una scelta che esprime efficacemente la filosofia della rassegna: fare della cultura un bene accessibile, capace di mettere in relazione persone, idee e sensibilità.

Il programma ottobre-dicembre 2026 sarà presentato sabato 17 ottobre alle ore 17 nella Sala Gullo della Casa delle Culture, durante una conferenza stampa dedicata alle nuove attività culturali. All’incontro sono previsti gli interventi di Vera Segreti, direttrice della Casa delle Culture, Franz Caruso, sindaco di Cosenza, Antonietta Cozza, delegata alla Cultura del Comune, Marianna Gatto, dirigente del settore Cultura comunale, e Francesco Cangemi, addetto stampa della struttura.

La giornata proseguirà alle ore 18 con un appuntamento dedicato alle arti visive: il vernissage della mostra “Curare ad Arte” di Assunta Mollo.

La presenza di una mostra pittorica all’interno di una rassegna multidisciplinare assume un significato particolare. Le arti visive, infatti, possiedono una capacità comunicativa che si affida a un linguaggio diverso da quello della parola, ma non per questo meno incisivo. Un dipinto può suggerire emozioni, evocare esperienze e porre interrogativi senza ricorrere a una spiegazione esplicita. L’immagine diventa così un luogo d’incontro tra l’artista e l’osservatore, un territorio aperto nel quale ciascuno può riconoscere qualcosa di sé.

È proprio questa possibilità di dialogo a rendere la mostra di Assunta Mollo un appuntamento significativo nel contesto della programmazione culturale cosentina.

Con “Curare ad Arte”, Assunta Mollo torna a confrontarsi con il pubblico attraverso una proposta espositiva il cui titolo suggerisce immediatamente una riflessione sul rapporto tra arte, sensibilità e dimensione interiore.

Pittrice  di grande sensibilità , Mollo ha sviluppato negli anni una ricerca personale che si distingue per la libertà del segno, la forza della figurazione e una rappresentazione della realtà che non si esaurisce nella riproduzione fedele delle forme visibili.

Una tappa significativa del suo percorso è stata la mostra personale “Unica”, presentata nel 2016 al Museo del Presente di Rende e curata dallo storico e critico d’arte Gianluca Covelli. In quell’occasione, la ricerca dell’artista veniva letta come un’espressione fortemente individuale, capace di trasformare gli impulsi interiori in una costruzione pittorica autonoma. La sua figurazione si caratterizzava per anatomie rielaborate, forme non convenzionali e composizioni nelle quali la percezione della realtà lasciava spazio alla libertà dell’immaginazione.

È un elemento importante per comprendere la sua pittura: l’immagine  è certamente ciò che l’occhio vede, ma anche ciò che la sensibilità dell’artista riesce a trasformare in forma.

Nelle opere di Mollo, la deformazione lungi dall’essere  intesa come un limite della rappresentazione, diventa una possibilità espressiva. Le figure possono perdere le proporzioni consuete, i corpi assumere posture inconsuete e i volti allontanarsi dai canoni tradizionali della bellezza. Questa libertà formale permette alla pittura di sottrarsi alla descrizione convenzionale e di esplorare una dimensione nella quale la componente emotiva acquista un ruolo determinante.

La figura umana, in particolare, diventa un campo di ricerca attraverso cui interrogare l’identità, la vulnerabilità e la complessità dell’esperienza. Il corpo  è una presenza espressiva che può raccontare tensioni, fragilità e contraddizioni.

Anche il colore partecipa a questa costruzione di significato. I contrasti cromatici, le zone più cupe e gli accenti luminosi concorrono a definire un’atmosfera che non mira necessariamente a riprodurre il mondo esterno, quanto piuttosto a restituirne una percezione personale.

È una pittura che chiede allo spettatore di abbandonare, almeno in parte, i criteri della rappresentazione tradizionale per avvicinarsi all’opera attraverso la sensibilità e l’immaginazione.

L’immagine scelta per la locandina di “Curare ad Arte” offre un primo elemento di lettura della mostra.

La composizione presenta una figura umana costruita attraverso forme articolate, sovrapposizioni e contrasti tra il grigio, il nero, il rosso e le tonalità giallo-ocra dello sfondo. Il corpo sembra occupare lo spazio pittorico senza aderire a un ordine prospettico rigoroso: le diverse parti della figura si compongono in un insieme dinamico, nel quale la riconoscibilità del soggetto convive con la sua rielaborazione espressiva.

La pittura appare materica, segnata da pennellate visibili e da contorni irregolari. Il segno contribuisce a imprimere all’immagine una tensione che attraversa l’intera composizione.

Il rosso introduce accenti di particolare intensità, mentre il grigio e il nero costruiscono volumi e contrasti. Sullo sfondo, le tonalità calde del giallo e dell’ocra avvolgono la figura, creando una relazione tra soggetto e ambiente sia descrittiva che espressiva.

Ne deriva un’immagine che sembra muoversi tra riconoscibilità e trasformazione, tra concretezza del corpo e libertà della visione.

Naturalmente, una singola immagine non può esaurire la complessità della ricerca di un’artista né anticipare tutti i significati di una mostra. Può, tuttavia, offrire una chiave d’accesso al suo linguaggio, suggerendo allo spettatore un atteggiamento di apertura e curiosità.

La pittura di Assunta Mollo invita a guardare oltre la superficie delle cose, riconoscendo nell’irregolarità delle forme una possibilità di espressione e nella libertà del segno una ricerca di autenticità.

Non si tratta necessariamente di cercare una storia precisa in ogni figura o di attribuire un significato univoco a ogni colore. Piuttosto, il valore dell’opera risiede nella possibilità di suscitare interpretazioni differenti, lasciando che l’immagine agisca sulla sensibilità di chi la osserva.

Un altro aspetto interessante del percorso di Assunta Mollo è il rapporto tra pittura e parola.Un percorso che trova un precedente significativo nella mostra “Il corpo delle parole”, allestita nel 2025 presso la Biblioteca e Casa Museo Gullo, a Macchia di Casali del Manco. La mostra è stata curata da Antonella Bongarzone e Antonella Salatino e ha presentato una ricerca incentrata sulla relazione tra figura, segno pittorico, colore e linguaggio.

Nel dicembre 2025, presso il suo spazio artistico Art House, sempre a Macchia, l’artista è stata protagonista di un incontro dedicato al dialogo tra letteratura e arti visive. L’iniziativa, intitolata “Dalle parole alle immagini”, ha approfondito in particolare il processo creativo attraverso il quale Mollo ha realizzato copertine per opere letterarie pubblicate a partire dal 2018. L’incontro ha evidenziato la sua capacità di confrontarsi con un linguaggio diverso da quello pittorico, traducendo contenuti letterari in immagini capaci di evocare atmosfere e significati.

Questa esperienza aiuta a comprendere come la sua attività artistica  si apra alla relazione con altre forme di creatività.

Tradurre un testo in un’immagine significa individuare un punto di equilibrio tra ciò che viene raccontato e ciò che può essere suggerito visivamente. Al di là di essere un semplice esercizio illustrativo,  richiede capacità di sintesi, intuizione e sensibilità interpretativa.

È un processo che presenta interessanti analogie con la pittura intesa come linguaggio autonomo. Anche sulla tela, infatti, l’artista seleziona, trasforma e riorganizza gli elementi della realtà per restituire una visione personale.

In questo percorso, il titolo “Curare ad Arte” può essere letto come un invito a riflettere sulla funzione dell’espressione artistica. Il verbo curare richiama l’attenzione, la dedizione e la disponibilità ad accogliere ciò che è fragile o complesso. L’arte, a sua volta, offre uno spazio nel quale emozioni ed esperienze possono trovare una forma, diventare comunicabili e aprirsi allo sguardo altrui.

È importante, tuttavia, non confondere questa suggestione con l’affermazione che la pittura possieda necessariamente una funzione terapeutica in senso clinico. Il titolo può evocare una dimensione di cura simbolica e relazionale, nella quale la creatività contribuisce alla conoscenza di sé e all’incontro con gli altri.

La forza della proposta sta proprio nella possibilità di mantenere aperto questo significato, senza ridurre le opere a un messaggio prestabilito.

La mostra di Assunta Mollo si inserisce in un contesto nel quale la promozione delle arti è strettamente legata alla valorizzazione del territorio.

La Casa delle Culture, nel centro storico di Cosenza, rappresenta uno spazio nel quale le iniziative culturali possono incontrare pubblici differenti, dalle persone che frequentano abitualmente gli eventi artistici a quanti si avvicinano per la prima volta a una mostra, a uno spettacolo o a un incontro letterario.

In questa prospettiva, la presenza delle arti visive accanto alla musica, al teatro e alla letteratura contribuisce a rendere più ricco il panorama delle opportunità culturali offerte alla città.

Una mostra, infatti, è anche un momento nel quale l’artista rende pubblica la propria ricerca, il pubblico si confronta con una visione individuale e la comunità può riconoscere nella creatività una risorsa condivisa.

Per un territorio come quello cosentino, ricco di esperienze artistiche e sensibilità differenti, creare occasioni di incontro tra gli artisti e il pubblico significa alimentare un dialogo che può generare nuove collaborazioni e favorire una partecipazione culturale più consapevole.

La direzione artistica di Vera Segreti si colloca in questo orizzonte, attraverso una proposta che punta a mettere in relazione linguaggi diversi e a consolidare la funzione della Casa delle Culture come spazio di produzione e diffusione culturale.

Il programma “Agorà – Attività culturali ottobre-dicembre 2026” si presenta come un percorso nel quale le diverse espressioni artistiche possono contribuire a raccontare il presente e a interrogare il rapporto tra individuo e comunità.

In questo quadro, “Curare ad Arte” costituisce un’occasione per avvicinarsi alla pittura di Assunta Mollo, alla sua ricerca figurativa e alla libertà di un linguaggio che privilegia la forza espressiva rispetto alla riproduzione convenzionale della realtà.

Il vernissage di sabato 17 ottobre segnerà  l’apertura di una mostra e nel contempo sarà  anche un invito a entrare in relazione con un’esperienza artistica personale, lasciandosi guidare dalle immagini e dalle emozioni che esse possono suscitare.

È in questa apertura che pittura e cultura ritrovano una delle loro funzioni più autentiche: creare spazi di libertà, alimentare il pensiero e favorire la relazione tra le persone.

Con Agorà, la Casa delle Culture rinnova il proprio impegno nella promozione di una cultura partecipata; con “Curare ad Arte”, Assunta Mollo offre al pubblico l’occasione di confrontarsi con una pittura intensa e personale, nella quale la libertà delle forme diventa possibilità di ricerca e l’immagine si trasforma in un invito a guardare più profondamente.

Perché l’arte, quando riesce a sottrarsi alla semplice decorazione e diventa esperienza, ci invita a interrogare il mondo, a riconoscerne le contraddizioni e a immaginare nuovi modi di abitarlo.

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