Che ne pensa di questa rottura del campo largo? La risposta dello Zar di Rende è chiara “ io di agricoltura non me ne occupo”. Inizia così la conferenza stampa di presentazione della candidatura a sindaco di Sandro Principe.
Naturalmente una battuta detta al microfono dei tg, ma è una battuta che riscalda una giornata già di per sè primaverile. Una conferenza stampa che doveva essere riservata soltanto ai giornalisti ma c’è tanta curiosità da parte del suo popolo che ha gli occhi a cuoricini per un uomo che sottolinea “ i competitor dicono che Rende deve ritornare come 20 anni fa, bene ricordo che il sindaco 20 anni fa era Sandro Principe”. Sandro Principe all’Hotel San Francesco arriva puntuale e questa volta non con “Pandino”, ma con un Audi.

Dicevamo del suo popolo. Niente, non c’è’ stato verso, tanta gente vuole restare dentro una piccola saletta con i giornalisti e i fotografi, ma il candidato a sindaco appena sente chiasso li bacchetta “silenzio, ringrazio per questo affetto ma era un appuntamento solo con i giornalisti”. Signor si. E nella sala cala il silenzio, si parte. E nella conferenza stampa, durata quanto una partita di calcio, quindi 90 minuti con sette minuti di recupero, emergono chiari due concetti: il centrosinistra a Rende è rappresentato dalle liste che accompagnano la candidatura di Sandro Principe, la destra ha il suo candidato e poi c’è un altro giovane candidato che Principe definisce “ibrido”.
E non risparmia le bordate ad un Pd che “e’ fuori di testa”. Mentre elogia la scelta del Psi “sono commosso, onorato e grato per il loro appoggio. Hanno fatto una scelta intelligente anche perché a Rende il vero centrosinistra siamo noi e con la mia candidatura hanno ritrovato quella passione d’un tempo”. Una passione politica, perché politica per Sandro Principe è “impegno, studio, serietà e soprattutto non bisogna mai guardare l’orologio perché la dedizione deve essere totale”. Sandro Principe spiega da dove arriva la sua candidatura e al perché ti candidi? lui risponde “perché c’è una richiesta diffusa e popolare, mi chiedono di dare il mio contributo per il rilancio della città, la mia candidatura è un gesto d’amore e di sacrificio.
E non voglio sentirmi dire che nel momento del bisogno ho abbandonato una mia creatura chiamata Rende”. Scatta l’applauso, ma è subito bloccato dallo stesso Principe che cerca di fare stare buoni i suoi “tifosi”. C’è subito un primo titolo che Principe consegna alla stampa “questo è il secondo tempo della città unica”. E ricorda la chiamata di Amerigo Castiglione e il comitato del “no” per un referendum che lo stesso Principe definisce “tentativo di annessione”.

E con l’occasione lo stesso Principe invita lo stesso Amerigo Castiglione e il “comitato dei no” a continuare questo “secondo tempo del Referendum”. Si punta sulla “rendesità” da difendere e questo sarà un tema e una narrazione della campagna elettorale di un Principe che apre ancora il suo personale campo largo agli indecisi del “comitato de no”, ma non soltanto a loro. Ed eccola la Rende della storia e dell’innovazione ricordando ai competitor che quando si parla di innovazione “i primi siamo stati noi in tutto: ambiente, tecnologia e urbanistica”.
Non si sofferma sul passato Principe, parla di una “nuova classe dirigente che è con me in questa competizione: gente preparata e competente anche se è presto per dare il nome del mio vicesindaco” e di futuro con un comune che “con i suoi servizi farà da traino a tutta la Provincia di Cosenza facendola crescere notevolmente”. Un Principe pronto alla grande sfida, un Principe sereno e battagliero per quel grande “gesto d’amore” verso una comunità che negli anni gli ha dato tanto, ma anche tolto tanto. E’ la politica bellezza…
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