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Amministrative Rende, Marco Ghionna: “Sulla città unica bisogna rispettare il voto dei cittadini”

Le migliori campagne elettorali si fanno davanti ad un bel bicchiere di bollicine, taglieri di salumi e formaggi e qualche buona mozzarella. E noi di Cosenza Post faremo tanti pezzi su queste riunioni conviviali dei candidati, anche perché, da queste serate escono le migliori notizie. Ed escono perché i candidati sono rilassati e dicono la verità. Lo dicono fuori quel  politichese che annoia e non riesce a dare emozioni. Un poco quello che è successo ieri al candidato a sindaco di centrodestra Marco Ghionna.

L’aperitivo elettorale ,organizzato dei medici e candidati al consiglio comunale, Sabrina Sinicropi e Antonino Iannello (dagli amici conosciuto come Nino) Iannello alla Fattoria Biò stappa una campagna elettorale che riscalda i motori con qualche botta e risposta tra i vari competitor. E ci sono già degli argomenti caldi che vengono messi in alto o diciamo tra i preferiti.

Ghionna in mezzo a Sabrina Sinicropi e Antonino Iannello

Uno di questi sicuramente è la città unica Cosenza- Rende. Un referendum vinto da quelli del no. Un referendum che indubbiamente ha costruito la candidatura poi di Sandro Principe a sindaco della città. Il comitato del “no” infatti si è riunito attorno a questa figura “paterna” per la città di Rende e il tema che porteranno avanti agli elettori e cittadini è questo: “noi siamo quelli che abbiamo salvato il nome di Rende, quelli del centrodestra invece volevano l’unione dei comuni. Quindi votateci…”.

Più o meno cosi sarà il leit motiv, ma ieri sera questa favoletta il candidato a sindaco del centrodestra l’ha un attimo smontata. E davanti ad un bel brindisi si lascia andare ad una dichiarazione libera e senza rete: “parliamoci chiaro amici, noi dobbiamo rispettare la volontà popolare. In quel voto i rendesi hanno detto no alla città unica e cosi sia. In tanti non sono andati a votare, ma chi non va a votare per me ha sempre torto”. Marco Ghionna è un fiume in piena e continua “la città unica non andava di certo posta in quel modo. Bisognava partire da altro. Con più approfondimenti, incontri tra la gente, con più studio insomma”.

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