“Liberi, liberi siamo noi”? Con le campagne elettorali per le amministrative ormai agli sgoccioli ABBONDANO LE QUERELLE POLITICHE, gli attacchi all’avversario, GLI SLOGAN POLITICI buoni e soprattutto quelli MENO BUONI.
Si assiste purtroppo alla solita routine, “Viva Dio” con qualche eccezione, dell’uno contro l’altro, del chi grida di più, del chi riesce a screditare maggiormente l’avversario. Si “sciorinano” slogan arroganti del tipo “VOTO UTILE” o “CONQUISTA DEL COMUNE”, “PRESA”. E DELLA “CACCIA” da parte del candidato, scelto da qualche “vecchio volpone” proprio per questo, PER RIUSCIRE A SOTTRARRE QUALCHE VOLTO AI RIVALI PERCHÉ PARENTE, AMICO o compare di quello che altrimenti voterebbe diversamente o non andrebbe a votare.

È più facile fare pensare che è rapido diventare assessore o addirittura ministro che laurearsi e sacrificarsi con l’apprendistato e nel tempo per raggiungere l’affermazione professionale. È disdicevole MANDARE CANDIDATI ALLO SBARAGLIO, andando a braccetto con la loro voglia di emergere e non si devono raggirare gli ELETTORI, che oggi più di prima, saprebbero chi promuovere e invece magari “SI TURANO IL NASO” per non deludere l’amico o parente. L’esortazione soprattutto ai più giovani è quella di NON LASCIARSI “PRENDERE PER LA GOLA” perché una manciata di voti né possono servire a far diventare consigliere comunale né tantomeno debbono essere considerati utili quali scorciatoia per arrivare agli obiettivi che ognuno invece deve prefissarsi di raggiungere con il “sudore della propria fronte”.
Inoltre, quale conseguenza estremamente aggravante, il tutto serve soltanto a portare voti che altrimenti andrebbero ad altri, dati da chi si ritiene “costretto” per il forte legame personale con il candidato. Se è assurdo oggi poter pensare che possano ancora esistere tali STRATEGIE DA PARTE DI ALCUNI CANDIDATI A SINDACO, che purtroppo invece sono ancora radicate, lo è ancora di più pensare che con il cresciuto livello culturale si possa ancor cadere in tali “tranelli”.
Sarebbe opportuna una profonda riflessione dei congiunti di costoro che hanno accettato questi tipi di candidatura dalle poche speranze di affermazione, e votare, loro per primi, senza cedere a questa vera e propria FORMA DI “RICATTO MORALE”. Perché candidature offerte solo quali speculazioni elettorali, ognuna dalla poca consistenza numerica ma che sommate una all’altra rappresentano un totale consistente che va a falsare il risultato elettorale. IL VERO VOTO UTILE È QUELLO LIBERO E COSCIENTE, magari a chi si sta mostrando contrario a questi metodi e slogan attestando di stare nel dibattito politico solo facendo proposte: un buon programma elettorale è basato, per come è realistico prospettare, non su promesse che non possono essere mantenute, ma su interventi fattibili e sul riportare ordine nelle funzioni di una amministrazione pubblica.
Solo con un voto diverso, dato con reale convinzione ci potrà essere qualche reale speranza di un futuro che cominci ad invertire rotta dando qualche risposta a coloro che vengono ingannati così come a tutti quelli che hanno bisogno di un lavoro o di altro supporto socio-economico.
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