La cooperativa Giovani in vita gestisce ad Anoia terreni confiscati alla ‘ndrangheta e dopo una serie di furti e incendi ora è arrivata una minaccia di morte al suo direttore generale
Minacce pesanti sono comparse ad Anoia davanti al cancello di un terreno che è attualmente gestito da una cooperativa locale, la ‘Giovani in vita‘, e che in precedenza era nelle mani della ‘ndrangheta a cui era stato confiscato.
Nel recente passato la cooperativa aveva già subito il furto di un trattore e di attrezzi, ma questa volta sembra che sia andato oltre: è stato infatti appeso un cartello con una croce disegnata, al centro della quale era scritto il cognome di Domenico Lupopino, direttore generale della cooperativa. La scritta è chiarissima, “Lupopino devi morire”, e nella strada di accesso al terreno è anche stato posizionato un grande masso per impedire l’accesso ai mezzi.
Da due anni la cooperativa gestisce a titolo oneroso 400 ettari di uliveti e agrumeti confiscati alla ‘ndrangheta ma è stata spesso vittima di atti intimidatori, l’ultimo dei quali con l’incendio di un trattore. Ma nessuno di loro si vuole arrendere anche se si sentono nel mirino: “Quale sarà la prossima mossa – si chiedono quelli di ‘Giovani in vita’ in una nota – in questo crescendo rossiniano iniziato con l’isolamento, continuato con il boicottaggio, reiterato con i furti, attualizzato con le minacce di morte? Quale sarà la prossima mossa di questo antistato che si fa forte con i deboli, e si allea con i poteri forti? Quale sarà la prossima mossa di questo antistato per impedirci di lavorare i fondi agricoli sequestrati alla ‘ndrangheta, per la coltivazione dei quali la nostra cooperativa paga un congruo fitto all’amministrazione giudiziaria dell’azienda sequestrata? Quale sarà la prossima mossa di questo antistato per convincerci che non vale la pena, per indurci a gettare la spugna ed arrenderci?”.
Domande retoriche di fronte a minacce reali. Ora toccherà anche allo Stato fare la sua parte per difendere questo lembo di legalità in una zona difficile.
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