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“ANTIGONE una donna di Calabria” in scena, il 16 marzo, al Teatro Comunale di Mendicino

“ANTIGONE una donna di Calabria”, dedicato alle vittime della tragedia di Cutro , andrà in scena il 16 marzo alle ore 18,30 al Teatro Comunale di Mendicino

Una vicenda dalle radici antiche ma ancora attualissima: una donna costretta a pagare per la sua libertà di scelta, il suo diritto di dire no.  Oggi come ieri, dare voce a queste storie con il linguaggio del teatro, si conferma il modo più efficace per stimolare riflessioni sui diritti di autoaffermazione di ogni individuo, in particolar modo delle donne.

Teatro

Simbolo di lotta e determinazione, Antigone è una giovane donna di Calabria, l’unica capace di sfidare ‘u Ministru, che ha ordinato, dopo l’ennesimo naufragio di una chiatta nel mare proveniente dall’Africa, che i corpi non dovranno essere recuperati, non dovranno toccare il territorio calabrese, ma dovranno restare in mare, cibo per i pesci, a dissuadere i migranti da altri tentativi di sbarco. Antigone ha visto un corpo vicino alla riva, lo raccoglie e, nel rispetto della pietas umana vi dà sepoltura e senza paura affronta il castigo per non tradire la pietà verso i defunti.

Antigone, rinchiusa/confinata nella sua prigione, sola, nel silenzio e nelle tenebre, continua a vivere per farci sentire ancora la sua voce. Rivivendo la sua storia ci trascina in quella che è la tragedia più aspra e inquietante del nostro tempo.

Il lavoro, in lingua calabrese, scritto 10 anni prima della tragedia di Cutro insieme all’amico Franco Dionesalvi, non è una riscrittura della tragedia di Sofocle, ma possiamo definirla una rivisitazione e un pretesto per parlare della storia dei nuovi migranti.  In ricordo di Franco ho voluto riscriverlo in forma di monologo. (Massimo Costabile)

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