Non sì tratta di limitazioni della libertà – dice Antoniozzi – perché non può esistere libertà di morte per giovani preda di sballi e diffusione di droghe dì ogni genere.
Ora ci attendiamo un inasprimento delle pene per gli spacciatori – aggiunge ancora Antoniozzi – e, dopo un decennio di immobilismo, una ripresa delle attività di sostegno alle comunità di recupero.
Le droghe,nella loro diversificazione, sono ancora il nemico più terribile per i nostri figli.
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