Maxi retata, venti persone arrestate in un’operazione antimafia a Catanzaro, i reati contestati sono di estorsione, traffico di armi, danni ad imprenditori e commercianti, tentati omicidi e intimidazioni come quella al giornalista Francesco Ranieri
Un importante passo in avanti nella lotta contro la ndrangheta è stato fatto stamattina. Venti persone sono state arrestate all’alba all’interno di un’operazione antimafia a Catanzaro. Tutti gli arrestati appartengono alla cosca Procopio-Mongiardo, i cui membri sono componenti delle famiglie Gallace di Guardavalle e Gallelli di Badolato. Erano stati ribattezzati “emergenti” , in quanto hanno preso il potere e esteso il loro dominio indisturbati.

Numerosi i reati a loro carico: estorsione, traffico di armi, danni ad imprenditori e commercianti, tentati omicidi e intimidazioni a Francesco Ranieri, giornalista minacciato dalla figlia del boss Mario Mongiardo per alcuni pezzi pubblicati sulla “Gazzetta del Sud”.
Ma non è finita qui. Vi sono anche intromissioni nelle elezioni amministrative del 2011 di San Sostene, in occasioni delle quali fu eletta Patrizia Linda Cecaro, moglie del predecessore Luigi Aloisio, che vinse con l’89% dei voti a suo favore.
In seguito al maxi arresto, il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Lombardo, affiancato durante la conferenza stampa dal questore di Catanzaro Vincenzo Carella, dal capo della Squadra Mobile Rodolfo Ruperti, e il procuratore aggiunto di Catanzaro Giovanni Bombardieri, ha dichiarato “Sappiamo per chi ha votato la ‘ndrangheta”.
Inoltre, ha aggiunto che la cosca avrebbe intrecciato un giro di traffico d’armi con la Svizzera – attraverso un canale di approvvigionamento esclusivo che era costituito solo da soggetti calabresi ma residenti nel paese elvetico – e che sarebbe responsabile del tentato omicidio di Antonio Gullà, appartenente alla cosca nemica membro della cosca contrapposta Sia- Procopio- Vallelunga.
Infine, il capo della squadra mobile Ruperti, che ha coordinato le indagini, ha dichiarato che le indagini e le catture sono state possibili anche grazie alle intercettazioni ambientali. All’appello mancano solamente due rappresentanti della cosca Procopio-Mongiardo, al momento ancora latitanti.
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