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Ass.LegittimaMente sulla chiusura della Farmacia Territoriale: “Provvedimento inaccettabile”

“Apprendo con sgomento che, a giorni l’area urbana e extraurbana cosentina, non avrà più il servizio della farmacia territoriale. Per quale oscuro motivo la territoriale che fornisce l’intero sud, quindi la più grande, deve essere smembrata in due sedi diverse?

Perché vanificare l’impegno, e la professionalità delle persone che in questi anni si sono prodigate, al di là delle normali mansioni, per fare eccellere un centro che ha servito una comunità già gravata dalle sofferenze e da difficoltà oggettive aumentando il disagio personale e familiare? Credo di dovere spiegare che la farmacia territoriale è il luogo in cui i malati cronici, oncologici con piano terapeutico debbano ritirare presidi e terapie necessarie alla loro sopravvivenza. Infatti si tratta per lo più di presidi e farmaci salvavita.

Chi scrive è la mamma di un giovane diabetico di tipo 1, e che a cadenza regolare deve ritirare il proprio “ malloppo” affinché sia possibile una qualità di vita migliore per il proprio figlio costretto a convivere attaccato a una pompa ad insulina e ad un sensore della glicemia. Ma chi scrive, è anche l’amica di malati oncologici, pazienti diabetici o malati di sclerosi multipla per citare solo qualche patologia, che puntualmente incontro nelle file della farmacia a Rende, per ritirare interferone e terapie varie non distribuite nelle farmacie “ private”.

Come si può costringere famiglie a spostamenti lunghi per ritirare ciò che salva la vita ai propri congiunti? Sono notizie che hanno il sapore di uno scherzo di pessimo gusto, se non fosse che pare la notizia sia assolutamente reale. Chi di noi non ha un paziente con una patologia in famiglia o nel proprio vicinato? Perché dovremmo essere costretti da Cosenza, Rende, e via di seguito a fare chilometri di montagna per ritirare i farmaci e presidi salvavita?

Perché dovremmo fare il percorso dalla nostra Cosenza, o Rende con mezzi propri e a spese nostre per raggiungere San Giovanni in Fiore, comune montano il cui inverno è spesso rigido e con difficoltà logistiche per il raggiungimento dello stesso? Ma come potete chiedere a noi famiglie, già di nostro colpite da gravi patologie di sopportare altri sacrifici?

Questa decisione è priva di senso logico e raziocinio. Io come madre, come cittadina, come persona esasperata da una sanità sempre più nemica dei pazienti e distante dalla realtà, non posso e non voglio arrendermi accettando una decisione che, personalmente mi renderà la vita più complessa e infernale di quanto lo sia già. Vi prego, ascoltate la mia richiesta che è la medesima di tante famiglie in difficoltà già di loro, non complicateci l’esistenza ulteriormente.

Invito la dottoressa a ripensarci, non è un provvedimento accettabile. Mi sento lesa come cittadina, nei miei diritti oltre che nella mia dignità, e confido che si risvegli la coscienza assopita di chi può e deve combattere per noi cittadini questa decisione ingiusta, pregiudizievole, insensata che creerà enormi problemi alla fascia più debole della popolazione.

Non potete lasciarci soli, non potete permettere che chiuda un servizio essenziale e venga spostato in un luogo così distante dall’area urbana. Non lasciateci soli. Le malattie non si scelgono, fanno parte della nostra vita, ma non possono diventare la nostra vita”.

Ginette Marra
Direttivo Associazione LegittimaMente

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