Francesco Napolitano (CFU): «Servono convocazioni formali e un tavolo istituzionale. Il drenaggio di fisioterapisti e OSS verso gli ospedali impoverisce l’assistenza a casa».
Noi Caregiver familiari non andiamo in vacanza. Non ci sono pause estive quando ci si prende cura, H24 e 365 giorni all’anno, della vita dei nostri cari più fragili. Eppure, nonostante la quotidianità fatta di costante assistenza, abbiamo scelto di attendere qualche giorno prima di rispondere pubblicamente alla nota stampa diffusa dall’ASP di Cosenza.
Abbiamo atteso per un senso di rispetto e correttezza istituzionale, avendo già formalmente inviato l’esposto via PEC all’Azienda Sanitaria e, per conoscenza, alla Regione Calabria, accogliamo positivamente l’intenzione di aprire un tavolo di dialogo con i rappresentanti delle famiglie, dei Caregiver ed operatori, ma, abbiamo bisogno di certezze, ci saremmo aspettati una convocazione ufficiale o un riscontro formale nelle sedi preposte, e non una replica a mezzo stampa dall’accento quasi infastidito e seccato.
Le rassicurazioni giornalistiche non bastano a placare l’angoscia. Giustificare all’opinione pubblica che “va tutto bene” e che “nessun servizio è sospeso” significa ignorare l’impatto reale di un provvedimento come la Delibera n. 1074: un atto approvato formalmente in una notte d’estate – il 28 luglio – e reso esecutivo a soli due giorni di distanza, dal 1° agosto.
Imporre tempi così ristretti su materie così delicate significa gettare nell’ansia centinaia di famiglie che già vivono quotidianamente in uno stato di stress logorante. Un carico emotivo e fisico talmente pesante che, se si continua di questo passo, saremo presto noi caregiver ad ammalarci e a dover chiedere di essere assistiti da quel Sistema Sanitario che oggi sembra dimenticarci.
A questo si aggiunge una criticità strutturale ben nota ma colpevolmente sottovalutata: la drammatica carenza di operatori sul territorio. Negli ultimi mesi si è assistito a una vera e propria “caccia” a fisioterapisti, logopedisti, OSS e infermieri, prosciugati dalle strutture domiciliari a seguito dei concorsi e concorsoni indetti per coprire i posti negli ospedali e nelle RSA. In molte altre Regioni d’Italia esiste una netta separazione programmatoria: chi lavora nelle strutture ospedaliere o residenziali non viene sottratto all’assistenza domiciliare, proprio per garantire la continuità terapeutica e la presenza di figure specializzate a casa dei pazienti. Da noi, invece, il drenaggio di personale lascia i soggetti fragili sguarniti dei propri punti di riferimento.
Se l’ASP di Cosenza intende davvero garantire la libera scelta, la continuità delle cure e la dignità dei pazienti, non servono note rassicuranti ai giornali né l’annuncio di future consulte mentre gli atti restrittivi restano in vigore.
Rinnoviamo con forza la richiesta già inviata via PEC: si proceda all’immediata sospensione in autotutela della Delibera 1074/2026 e si apra un tavolo di confronto serio, ufficiale e contestuale con le associazioni e le famiglie. Il diritto alla salute non si programma con i blitz di fine luglio, né si tutela con i comunicati stampa.
Francesco Napolitano
Referente provincia Cosenza

CFU – Caregiver Familiari Uniti
Vai al contenuto



