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Massimo Belsito

Associazione Rurale Calabrese: “Aree protette i veri serbatoi di proliferazione del cinghiale”

“Speravamo che, mai e poi mai, il nostro territorio potesse essere interessato da una situazione grave e catastrofica, come quella della Peste Suina Africana” – scrive in una nota Massimo Belsito, vicepresidente dell'”Associazione Rurale Calabrese

“Purtroppo – prosegue Belsito -, quelle che erano le ansie e le paure che tanti di noi covavamo, si sono avverate, evidenziandosi in tutta la loro virulenza e drammaticità.

Ora, non resta altro da fare che affrontare la gravissima situazione, cercando di limitarne, per quanto è possibile i danni.

È giunto il momento di privilegiare politiche concrete che superino ogni sterile polemica, o peggio ancora, che vanno alla ricerca di ruoli di prima donna nella vana speranza di protagonismo.

Si punti, invece, alla concretezza del fare, identificando strategie interventiste che possano contribuire a superare il momento di crisi profonda”.

Massimo Belsito
Massimo Belsito

“Come Associazione Rurale Calabrese – continua Belsito – riteniamo che, cacciatori, agricoltori, ambientalisti, associazioni di categorie, allevatori e tutti gli uomini di buona volontà, dovrebbero rimboccarsi le maniche e posizionarsi in prima fila, ricercando, tutti insieme, in assoluta simbiosi, soluzioni plausibili che possano risolvere il gravissimo problema.

Una situazione drammatica che, non potrà essere affrontata, limitandosi ad evidenziare solo criticità e colpevolezza ma che dovrà essere in grado di identificare politiche interventiste concrete, attuali e risolutorie.

Le armi che abbiamo in mano, che purtroppo, non ci lasciano ampia ed incondizionata libertà di scelta (art. 18,legge157/92) nonostante le drammaticità del momento, dovranno puntare su un servizio di selecontrollo efficiente e ben organizzato sul territorio aperto alla caccia e nelle aree protette e parchi, i veri serbatoi di proliferazione della specie cinghiale; sull’attivazione della pratica della girata; ma ancor di più sull’utilizzo delle squadre di cinghiali che con i loro cani riuscirebbero a contenere, circoscrivere ed eradicare la specie del cinghiale dalle zone aperte ed impervie non interessate dalla peste suina, puntando sulla stretta collaborazione dei cittadini tutti che dovranno segnalare l’avvistamento di ogni eventuale presenza di spoglie di cinghiale; su una pronta e stretta collaborazione della Asl, sull’attivazione di tutte quelle pratiche di attenzioni e osservanza igienico sanitarie, per scongiurare il possibile pericolo di veicolare il virus da un territorio all’altro, si chiede altresì l’opportunità di applicare la legge in deroga secondo la 157/92 ai nocivi e agli animali erranti quali i corvidi e i gabbiani.

Il massimo sforzo dovrà arrivare dalla Regione Calabria, nell’istituire i punti di raccolta e i centri di smistamento delle interiora e delle carcasse.

Sulle attenzioni degli atc, sulla presenza vigile e attenta dei comuni, sulla disponibilità all’ascolto e all’intervento concreto dell’organo regionale sul cui ruolo gravitano le maggiori responsabilità. Il momento è, certamente, grave e difficile, ma il solo drammatizzare la situazione non risolve alcun che”.

“L’ Associazione Rurale Calabrese insieme a tutti, si renderanno partecipi, e quanto mai presenti e vigili, disponibili all’incontro e al dialogo. Siamo prontissimi ad offrire il nostro contributo di merito nell’affrontare lo spinoso problema”  – conclude Massimo Belsito, vicepresidente dell'”Associazione Rurale Calabrese”.

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