Ancora oggi, nonostante l’ennesima eclatante e deflagrante indagine che ha di fatto decapitato un’intera giunta e ridotto drasticamente l’amministrazione in tutti i suoi ranghi, nonostante la legittima indignazione delle associazioni e movimenti politici (tra questi il M5S) e delle organizzazioni sindacali, un imbarazzante e forse imbarazzato silenzio è l’unica risposta proveniente dalle forze politiche dall’estrema destra all’estrema sinistra passando per il centro.
Una (non) risposta che francamente lascia basiti e soprattutto contraddice i proclami che a livello regionale e nazionale dagli esponenti di questi stessi partiti politici vengono spesso sbandierati.
Il presidente Occhiuto, ad esempio, esponente di spicco di Forza Italia e del centrodestra italiano non ritiene di dover esprimere il suo pensiero su quanto sta accadendo nella città che ospita il polo culturale e formativo più importante della regione e non solo?
Analogamente, Fratelli d’Italia, al pari del senatore Irto, segretario regionale del Pd, possibile non sentano l’urgenza di dover offrire ai cittadini di Rende e ai calabresi un qualche argomento che faccia luce sull’atteggiamento dei loro partiti in tutta questa vicenda?
Forse sta proprio in questi silenzi, imbarazzati o meno, l’origine della distanza che alimenta sfiducia nelle istituzioni e nella speranza di riscatto in questa nostra regione.
Il nostro agire come associazioni, il nostro esserci nei territori e tra i cittadini è ormai il solo argine a questa deriva.

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