a cura della Dott.ssa Paola Francesca Mantuano, Responsabile del Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale, ABA, Psicoterapia, Logopedia e Neuropsicologia
Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che l’assunzione di paracetamolo in gravidanza possa aumentare il rischio di autismo nei bambini. Un messaggio rilanciato da social e siti non scientifici, spesso basato su interpretazioni errate di studi osservazionali. Ma la comunità scientifica è chiara: non esiste alcuna prova che il paracetamolo provochi l’autismo. A ribadirlo è il Prof. Stefano Vicari, professore ordinario di Neuropsichiatria infantile e direttore dell’Unità di Neuropsichiatria dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. Correlazione non significa causalità Il Prof. Vicari ricorda che il fatto che due eventi si verifichino insieme non significa che uno causi l’altro. Molti studi osservazionali trovano lievi associazioni, ma senza dimostrare un legame diretto.
Il Prof. Vicari mette in guardia contro l’allarmismo mediatico: molte donne, spaventate, rinunciano a curarsi o si sentono in colpa. Serve una comunicazione responsabile, basata su prove e non su ipotesi.
Il disturbo dello spettro autistico è una condizione neurobiologica complessa, influenzata da fattori genetici e ambientali. Non esiste un unico responsabile, né un farmaco, un vaccino o un alimento che lo provochi. La ricerca mira a capire le interazioni tra geni e ambiente, non a individuare colpevoli semplici.
La scienza non alimenta paure, ma le chiarisce. Il mito del “paracetamolo causa autismo” nasce da una lettura superficiale dei dati. Oggi sappiamo che il farmaco, se usato correttamente, non rappresenta un rischio dimostrato. La serenità delle madri e la fiducia nella medicina restano strumenti fondamentali per la salute pubblica.
Fonti – Intervista al prof. Stefano Vicari, Sanità Informazione (2023) – Doctor33 – “Paracetamolo e vaccini non legati all’autismo” – AIFA – Raccomandazioni ufficiali – Vita.it – “Il paracetamolo non provoca l’autismo”.

Vai al contenuto


