In questi giorni ne abbiamo sentite tante, ma non ci resta che ridere se, forse per contrastare il duro lavoro di sensibilizzazione ai problemi del mondo rurale, si danno in pasto all’opinione pubblica banali e raccapriccianti opinioni vicine allo scherno.
Ma questa Associazione Rurale Calabrese cresce come i funghi? Cosa vogliono? Cosa dicono? Quante cavolate raccontano!”, sono soltanto alcune delle conclusioni infelici messe in giro ad arte per denigrarci, da chi occupa ruoli rilevanti.
Ora come presidente e portavoce di tutta l’Associazione Rurale Calabrese non posso che rispondere così: si, cresciamo come i funghi in tutti i posti. Guardiamo in faccia la realtà, stiamo a fianco di chi ha perso la voglia di lottare per le proprie passioni.
A differenza di tanti, tranne per quelli che “ci sono” rivestendo dei ruoli importanti come ad esempio nel Crotonese, presidenti di ATC che ci mettono la faccia, tempo, presidenti di alcune associazioni che ci provano a tutelare la propria passione, siamo stati quelli che hanno fatto delle proposte nero su bianco. Abbiamo incontrato cacciatori, pescatori, albergatori e agricoltori e vedere questi ultimi piangere, vi assicuro che non è una bella cosa.
Abbiamo partecipato a tante iniziative organizzate da varie associazioni per manifestare la nostra vicinanza. Siamo stati a fianco di alcuni cacciatori di Cosenza in diverse occasioni.
Siamo stati quelli che anche da lontano abbiamo fatto recuperare delle carcasse di cinghiali morti sulle strade e di cuccioli trovati morti nel lago, avvistati proprio da un nostro tesserato mentre pescava. Abbiamo portato una stima approssimativa di numero di cinghiali nella nostra regione.
Molti ridevano ma poi quei numeri sono stati confermati dagli enti competenti. Siamo quelli favorevoli ai selettori. E vogliamo che queste figure vadano a svolgere questa attività nei parchi, nelle aree chiuse.
Noi cacciatori semplici, siamo quelli che vogliamo far allungare la caccia al cinghiale tutto l’anno con le squadre che esistono da sempre, vista la grande emergenza! Siamo quelli che chiedono informazioni riguardo le zone rosse di Reggio Calabria nonostante il gran silenzio.
Siamo quelli che hanno chiesto di liberare delle aree chiuse lo scorso anno ma siamo anche quelli che segnalano gli incendi e organizzano le giornate ecologiche.
In definitiva, siamo la voce di chi quella voce l’ha persa. Ognuno di noi appartiene a un’associazione venatoria diversa. Siamo gente comune come voi, padri, madri, figli, nipoti che hanno la stessa passione. Se invece di buttare fango su di noi, foste più uniti, forse otterremmo molto. Un’altra lacuna quest’anno è il famoso tesserino, che sempre di più arriva con giorni di ritardo”.
Così in una nota il presidente dell’Associazione Rurale Calabrese, Vincenzo Barbatano.

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