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Barbuto (M5S) non le manda a dire: si vergogni chi specula sulla disperazione dei crotonesi

Ignoro chi abbia scritto la lettera pubblicata sul Crotonese, ed enfatizzata dal titolo a caratteri cubitali scelto ad effetto e con cura dai miei amabili e consueti estimatori, in virtù del quale io starei in vergognoso silenzio.

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Io uso, infatti, sottoscrivere le mie esternazioni e avrei, comunque, gradito che chiunque ha scritto , invece di celarsi dietro una rigorosa anonimia, mi incontrasse per dirmi quanto, invece, ha preferito regalare alla carta stampata prestando l’opportunità a chi realmente brilla per assoluta inerzia e/o faziosità l’ennesima quanto infelice strumentalizzazione sull’operato del governo a causa della mancata partecipazione del Ministro Di Maio al tavolo del 18 luglio scorso relativo alla problematica dei call center sull’errato presupposto che chi non compare si disinteressa.

Lettera pubblicata con una tempestività degna delle peggiori e prevedibili intenzioni, proprio mentre sui giornali veniva ampiamente diffusa la notizia che lo stesso Ministro Di Maio, a Cosenza, ha incontrato e si è trattenuto lungamente, insieme alla sottoscritta ed ai colleghi Tucci, Orrico e Corrado, con due rappresentanti sindacali di Abramo e di Almaviva. Lettera stonata per tempi e toni, soprattutto quando gli stessi sindacalisti, Ragusa e Rigiracciolo, hanno dichiarato che Di Maio ha dimostrato nel corso del colloquio di avere preso atto da tempo della situazione e di non essere impreparato sulla vertenza; che anche il caso del Call Center Abramo, come gli altri, verrà affrontato nelle sedi competenti ed il Governo produrrà tutti i provvedimenti affinché si eviti una ecatombe di posti di lavoro e si metta definitivamente in sicurezza l’intero settore.

Ed allora, pur comprendendo e solidarizzando umanamente con chi esprime l’amarezza e la disperazione di chi rischia di perdere o ha perso il lavoro nonché la rabbia di chi si dispera nel pensare al proprio futuro ed a quello dei propri figli, non posso esimermi dal considerare che, periodicamente, qualche regista locale approfitta della disperazione altrui per continuare nella propria mission fisiologica consistente nel gettare discredito sugli altri per esaltare la propria assoluta inerzia, mediocrità ed insipienza proseguendo, imperterrito, a praticare lo sport in cui eccelle. Quella del venditore di fumo dietro al quale cerca di celare le proprie malefatte aizzando il clima di caccia alle streghe. Quale sia, infatti, il motivo in virtù del quale io dovrei essere considerata la responsabile dell’attuale situazione di crisi mi è razionalmente ignoto se non rapportato, in maniera strumentale, alla prossima campagna elettorale.

Io non mi vergogno affatto né ritengo di essere mai venuta meno al mandato conferitomi dai miei concittadini. E non ho mai avuto bisogno in vita mia di farmi dire da chicchessia cosa dovrei o non dovrei fare. Perché lo so benissimo. Perché la storia di ognuno parla da sola. E non ho mai esitato a combattere, anche da sola, contro potenti o pseudo tali, per le cause che ho ritenuto giuste. E ribadisco sola. Perché in questi mesi, nonostante attacchi di tutti i tipi, non ho mai avuto la consolazione di sentire, se non sporadicamente, qualche voce levarsi al mio fianco per sostenermi nelle mie battaglie in favore di questo martoriato territorio. Come nel caso dell’aeroporto. Come nel caso della SS 106. Come nel caso dei lavoratori di Akrea. Come nel caso del Corap. Come nel caso degli imprenditori colpiti dalla tromba d’aria. Come nel caso dei tirocinanti della giustizia calabresi. Come nel caso del reparto di medicina nucleare. Come nel caso delle royalties che i pescatori aspettano da anni. Come nel caso dei docenti esiliati. Tutt’altro. Nel “bene “, nella migliore delle ipotesi, il silenzio ha regnato sovrano sulla mia persona, mentre squallidi impostori si affrettavano ad autocelebrarsi per successi che non gli appartenevano e non gli appartengono. Nel “male”, non perdendo la ghiotta occasione per accusarmi di disinteresse ed additarmi al pubblico ludibrio. Prendo atto con soddisfazione che è tornata la favella a tutti. Deve essere stato veramente difficile stare in silenzio per anni mentre soggetti realmente disinteressati consentivano lo sfacelo del territorio. Ebbene ne prenderei atto con maggiore soddisfazione se questo fosse il sintomo di una rinnovata coscienza civica che ci veda, d’ora in avanti, tutti impegnati a combattere ogni problema territoriale e non soltanto i problemi che ci riguardano in prima persona.

E per tornare al merito della vicenda, vorrei ricordare a tutti che, nonostante le mie competenze specifiche parlamentari mi dovrebbero vedere impegnata, esclusivamente o quasi, in altri settori sono stata sempre presente ed attenta alla problematica della Abramo Customer Care e, proprio in virtù del fatto che rappresento il territorio ed al contrario di altri soggetti istituzionali da sempre latitanti, mi sono presentata spontaneamente , pur non essendo mai stata espressamente invitata, a vari tavoli convocati per discutere della problematica. In prefettura, ad esempio. Oppure recandomi in Comune dove la riunione sistematicamente veniva annullata all’ultimo momento per indisponibilità dei protagonisti principali. Ed infine con le rappresentanze sindacali con le quali nell’ultima riunione svoltasi nei primi giorni di luglio, abbiamo discusso delle problematiche principali che determinano la crisi dei call center e delle possibili misure da adottare per combatterla.

Per coloro che non ricordano: https://www.cosenzapost.it/crotone-abramo-customer-care-interviene-elisabetta-barbuto-del-m5s/

Dunque se il Ministro Di Maio conosce la vicenda, come peraltro dichiarato dagli stessi sindacalisti, oltre alla consueta attenzione che lo stesso presta a tutte le vertenze lavorative, forse in silenzio non siamo stati né io né i miei colleghi.

Dunque se il Ministro Di Maio si sta già occupando e continuerà ad occuparsi della vicenda, e sono sicura che lo farà con tutto l’entusiasmo che mette in ogni vicenda che viene portata alla sua attenzione, noi parlamentari continueremo a stare al suo fianco, come di consueto, e che a nessuno venga poi in mente, spogliandosi dei panni di implacabile quanto fazioso accusatore, di attribuirsi meriti che non ha.

Perché, con tutte le nostre contraddizioni, le nostre difficoltà, i nostri problemi, i nostri drammi, per me Crotone ed i Crotonesi, sono la vita. La storia della mia vita. Passata e futura per quel che ne resta. E non ho velleità di comando. Non ho velleità di conquiste. Non ho velleità di potere. Desidero solo lavorare e concludere il mio mandato elettorale deponendo i miei sacrifici sul territorio in maniera positiva e concreta.

Che di vergogna si ammanti, infine, chi realmente ha la responsabilità dell’attuale sfacelo e cerca di far perdere le proprie tracce dietro un cumulo di fandonie e maldicenze senza fondamento.

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