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Basta Vittime Sulla Strada Statale 106: la “Curva della morte” continua a uccidere

Con una formale e durissima segnalazione trasmessa oggi via PEC a tutte le autorità competenti – dalla Struttura Territoriale di Anas Spa in Calabria alla Direzione Generale, dal Commissario Straordinario per la S.S.106 alla Procura della Repubblica, dalla Prefettura di Cosenza fino al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – l’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha chiesto un immediato intervento tecnico e risolutivo sul tratto al km 328+900 della famigerata Statale 106 “Jonica”, teatro di una lunga e inaccettabile scia di sangue.

In quello stesso punto – ribattezzato ormai da tutto il territorio come la “curva della morte” – in poco più di un anno hanno perso la vita tre persone: il 28 giugno 2025, Gaetano Ruffo, 17 anni appena, morto sul colpo; il 12 agosto 2024, Umberto Graziano, 39 anni, deceduto in ospedale dopo ore di agonia; il 16 maggio 2024, Maria Rosa Boccuti, 40 anni, travolta da un’auto impazzita che ha invaso la corsia opposta dopo aver perso il controllo nella curva maledetta.

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Tre famiglie devastate, tre comunità straziate, un solo tratto di strada dove – tragicamente – tutto si ripete. Oltra alla paura che quanto purtroppo già accaduto possa ripetersi generando dolore e sconforto.

«È ormai lecito e doveroso porsi una domanda netta e ineludibile: perché sempre lì? Perché sempre nello stesso punto?», si legge nella segnalazione inviata dall’Organizzazione. «È inaccettabile continuare a tacere di fronte a una costante mortale che grida vendetta e chiede risposte: il silenzio è complicità, l’inazione è colpevole.»

Secondo l’ipotesi già formulata dal Comitato Scientifico dell’Organizzazione, la realizzazione della rotatoria di Aranceto – che a quanto percorrono la Statale 106 da nord verso sud impone un rallentamento seguito da una brusca accelerazione – potrebbe contribuire alla perdita di controllo dei veicoli in un punto dove la curva è a gomito e a meno di 400 metri di distanza. Un’ipotesi che necessita, oggi più che mai, di una rigorosa verifica tecnica da parte di ingegneri e periti qualificati.

Nel documento ufficiale, l’Associazione ha chiesto formalmente: Un sopralluogo tecnico immediato da parte di ANAS, alla presenza – ove possibile – dei rappresentanti dell’Organizzazione; L’adozione urgente di tutte le misure necessarie, anche provvisorie, per garantire la sicurezza nel tratto in questione; Una puntuale comunicazione istituzionale su ogni iniziativa che Anas intenderà assumere. Non si tratta di semplici richieste, ma di un grido di allarme che pretende ascolto, e che si fa carico del dolore e della rabbia di un’intera popolazione.

«Non è più accettabile dover contare i morti prima di agire. Non è più tollerabile voltarsi dall’altra parte. La responsabilità, quando si amministra una rete viaria, è civile, morale e giuridica. E chi oggi tace o minimizza, domani dovrà rispondere anche davanti alla legge», si legge nella parte conclusiva della segnalazione, che richiama con precisione gli articoli del Codice Civile e Penale relativi alla responsabilità per omicidio colposo, lesioni e mancata manutenzione stradale.

“Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” invita tutti i cittadini, le famiglie, le associazioni e gli amministratori locali a unirsi in questa battaglia di civiltà, per evitare che la prossima tragedia sia solo questione di tempo e ringrazia il Consigliere Comunale della Città di Corigliano Rossano Antonio Uva per il suo durissimo intervento (che condividiamo), così come il Presidente del Comitato Magna Graecia Domenico Mazza per apprezzata e condivisa che vi invitiamo tutti a leggere.

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