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Bentornato Gennaro, bentornata vittoria: il Cosenza spegne la Reggiana (2-0)

COSENZA – REGGIANA 2-0

COSENZA (4-2-3-1) Micai,Martino, Meroni, Venturi,D’Orazio, Praszelik (Zuccon), Calò, Voca (Florenzi), Mazzocchi, Tutino, Forte (Zilli). ALLENATORE: Caserta

PANCHINA Marson, Rispoli, Sgarbi, Fontanarosa, La Vardera, Zuccon, Marras, Arioli, Canotto, Crespi, Zilli.

REGGIANA (4-3-2-1) Bardi; Szyminski (Fiamozzi), Rozzio, Marcandalli, Pieragnolo, Crnigoj (Kabashi),Portanova, Bianco (Cigarini), Girma (Varela), Antiste (Melegoni), Gondo. ALLENATORE: Nesta PANCHINA Sposito,  Satalino, Fiamozzi, Libutti, Cigarini, Da Riva, Nardi,  Kabashi, Melegoni, Varela.

ARBITRO Baroni della sezione di Firenze. ASSISTENTI Bottegoni della sezione di Terni e Belsanti della sezione di Bari. QUARTO UOMO  Costanza della sezione di Agrigento. VAR Maggioni della sezione di Lecco. AVAR Muto della sezione di Torre Annunziata.

AMMONITI: Mazzocchi, Voca, Portanova, Marcandalli, Cigarini, D’Orazio, Praszelik,

MARCATORI: 23′ Voca, 83′ Tutino.

NOTE: Giornata grigia e tratti piovosa, spettatori circa 3.750 con 232 ospiti. Prima dell’inizio della gara ricordato il tifoso rossoblù Emanuele Molinaro.

Recuperi: 5′ e 6′

COSENZA – Maledizione finita, 2-0 alla Reggiana e derby nel mirino a -2 dai cugini giallorossi. Al netto della classifica , che resta interessante, sono queste le notizie scaturite dalla giornata del Marulla, la seconda consecutiva dopo le amarezze di sabato scorso. Una Reggiana piuttosto dimessa (che però non pedeva dal 3-0 di Terni di fine settembre) ha provato a mettere i bastoni fra le ruote ai rossoblù, ma ha pagato una certa evanescenza là davanti e il peso degli episodi, che hanno visto gli uomini di Nesta invocare un rigore, poi revocato dal Var, ed esultare per un gol, poi decretato in fuorigiuoco. Per i lupi un ottimo viatico in vista delle sfida delle sfide. A patto che la tensione resti alta anche durante la pausa.

 

LE FORMAZIONI

Caserta tiene Marras e Canotto in naftalina preferendo il maggior equilibrio garantito da Voca e Mazzocchi. D’Orazio torna e si riappropria di quella fascia sinistra consegnata a Felici nella gara contro la Feralpi. Zuccon non è ancora al top e la mediana è bella che fatta con la premiata ditta Calò e Praszelik. Non viene riproposto l’esperimento Florenzi, e così il giocatorino sardo si accomoda in panca. Il tecnico rossoblù, pare chiaro, parte più prudente con possibilità di appesantire la batteria offensiva.

Nesta invece ha il suo bel da fare con gli indisponibili, ben 7: Lanini, Pajac, Pettinari, Romagna, Sampirisi, Vergara, Vido. E’ dunque una Regia d’emergenza che però non perde in velocità, sistemando Girma e Gondò nei pressi dell’area rossoblù. Crnigoj, vince il ballottaggio a centrocampo con Kabashi, per un 4-3-2-1 di battaglia e velocità, che diventa un 5-3-2 quando si difende.

LA CRONACA

Avvio sotto una pioggia torrenziale , possesso di marca rossoblù in avvio con qualche situazione potenziale su angolo e calcio piazzato, ma non succede nulla. Succede poco anche lato Reggiana: debole il colpo di testa in bocca a Micai al minuto 11. Nesta temeva il primo quarto d’ora, e ne esce indenne , al Cosenza il possesso ma poca incisività là davanti. Al 23′  il Cosenza passa, spunto di Praszelik, per Forte, tiro angolato parato da Bardi, Tutino prova ad agganciare ma la palla schizza sui piedi di Voca che non ci pensa due volte a girare di destro alle spalle di Bardi. Tre minuti di Var per certificare che Forte è, per pochissimo, in linea e il Marulla si riscalda.

Al 39′ Antiste prova il solito mortifero taglio in area e va giù per le terre, per Baroni non c’è nulla. Al 40′ la migliore occasioni degli emiliani su una imprecisione rossoblù con Venturi che lascia strada libera a Portanova, sfera a Girma che calcia da dentro l’area, e su respinta il pallone cade sulla testa di Antiste che si scontra violentemente con Micai. Nulla di preoccupante per entrambi ma sale la tensione. Poco dopo tocca a Forte, attorno a cui Nesta ha montato una strenua marcatira (Marcandalli in questo caso).

Nel primo dei 5 minuti di recupero ci prova D’Orazio da casa sua, Bardi para in due tempi il pallone saponato. Il bello, o brutto se preferite, deve ancora venire perchè Tutino si invola e stoppa deliziosamente su imbeccata lungolinea di D’Orazio, il cross basso in mezzo attende solo il piede di Forte per il terzo gol stagionale, e invece la conclusione dell’avvocato rossoblù è strozzata a lato di un Bardi battuto. Vantaggio, recrminazione e finalmente qualche applauso al fischio finale di frazione.

Torna il sole al ritorno in campo delle squadre, e puntuale come il sole dopo l’acquazzone arriva il predominio avversario e così il rigore concesso alla Reggiana (minuto 49′). Voca alza la gamba su Bianco e Baroni indica il dischetto, il contatto pare ,ai più, dubbio perchè sembra che sia il giocatore ospite a far fallo sul 42 rossoblù (piede a martello). Il Var stavolta porta a più miti consigli il direttore di gara che annulla il penalty. In ogni modo un rigore che, a onor del vero, qualche volta viene concesso. Non qui però, non oggi, e il Cosenza ringrazia, una volta tanto il VAR : era infatti dalla gara di Venezia che ai rossoblù non veniva annullato un rigore fischiato contro.

Tramortita dalla svolta negativa, la Reggiana torna a cucire gioco, ma c’è luce per il Cosenza  con la conclusione di Mazzocchi sfilata a lato. Si allunga la Reggiana, crescono i decibiel del Marulla e con essa l’intensità dei lupi.

Al 70′ Caserta inaugura (finalmente) i cambi, con l’ingresso di Marras per un Mazzocchi tutto sacrificio. Nesta inserisce Varela e Fiamozzi, Caserta risponde inserendo Florenzi per un Voca la cui presenza è fondamentale. Tanto fondamentale che la Regia segnerebbe 30 secondi dopo con Pieragnoli ma stavolta è offside in partenza dell’insidioso Gondo.

All’80’ la gara si spacca, scappa Tutino a destra, filtrante comodo comodo per Florenzi che prima della conclusione viene falciato da Kabashi, rigore solare. Batte Tutino, Bardi para, ma c’è sempre Gennaro sulla ribattuta a dare appuntamento al popolo rossoblù al derby del Ceravolo tra due settimane.

Il finale, finalmente rilassato, è cadenzato dal grido del Marulla “e chi non salta è giallorosso”. Che la vigilia del derby abbia inizio.

 

 

 

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