Banner Conad

Bimbo morto prima del parto a Vibo: interviene Futuro Italia

Un bambino che stava per nascere e che resterà un “feto mai nato”. Una famiglia distrutta, una giovane donna segnata e un episodio che ricorda un ennesimo caso di due anni fa quando nel medesimo reparto morì una partoriente per una grave emorragia .

Ospedale di Vibo

Il Presidente di Futuro Italia interviene su questo episodio domandandosi come è possibile che vi siano situazioni ancora così gravi e che nonostante un’ispezione della Task force del Ministero della Salute già 2 anni fa, niente sia cambiato e che si continui a morire nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale di Vibo Valentia.

Questa situazione- afferma il Presidente Giancarlo Affatato- sembra riportare un atto naturale come il parto alle condizioni del Medioevo, dove si moriva spessissimo. Oggi siamo nel 2019, ad un passo nell’andare su Marte e continuano a morire “donne di parto”. E’ assurdo.

Torniamo ai fatti. I primi di ottobre per il mancato parto cesareo su una gestante che ha perso il feto di 39 settimane è stato aperto un fascicolo dalla procura di Vibo Valentia che ha delegato per le indagini la squadra Mobile di Vibo. Contemporaneamente vanno avanti le altre due inchieste, una del Ministero della Salute che ha inviato gli ispettori e quella interna dell’Asp. Ieri l’autopsia sul feto.

Nella denuncia scritta dai familiari si fa riferimento al fatto che la donna lamentava disturbi e che il programmato parto cesareo per ik 10 ottobre cesareo, ma era stato anticipato per mancanza di anestesisti. La presenza nel nosocomio della gestante, però, come ha comunicato il direttore generale dell’Asp Elisabetta Tripodi, non risulta. Per l’Asp la signora è arrivata in ospedale la mattina di giorno 10. Durante la visita per la preparazione al parto i medici si sono accorti che il feto era morto. Qualcuno ipotizza addirittura da diversi giorni. Questo grave episodio è conseguente ad un altro avvenuto nel 2017, dove invece morì una donna per grave emorragia. Allora il Ministro della Salute inviò i suoi ispettori e la deputata Dalila Nesci del M5S originaria di Vibo Valentia e capogruppo del M5S in commissione Affari Sociali -Sanita , chiese un’interrogazione parlamentare a cui hanno seguito le dichiarazioni del Sottosegretario di Stato Bartolozzi.

Questa vicenda gestita “dai 5 stelle” ( la deputata Dalila Nisci , il Sottosegretario di Stato Armando Bartolazzi e la allora Ministra della Salute Giulia Grillo )- spiega Affatato sembra non aver portato alcun risultato concreto alla risoluzione della faccenda, tanto che ben 2 anni dopo siamo nuovamente in una situazione grave, anzi gravissima. E’ tristissimo, commenta Pierfarncesco Belli- che non abbiano dato un reale contributo alla sicurezza delle donne e dei neonati di Vibo Valentia. Mi stupisco perché oltretutto sono donne. Non è stato neppure chiuso il reparto di maternità di cui ne era già’ stata certificata l’ insicurezza ( a norma di legge e non secondo stime umane!1)

Pertanto anche se puo’ essere comprensibile che la messa in sicurezza del reparto maternità di Vibo Valentia non potesse essere attuata con tempi organizzativi particolarmente rapidi , appare pero’ chiaro come sia impossibile salvaguardare la salute e il futuro delle famiglie di Vibo Valentia e in Calabria con questi politici che sono solo bravi a fare da passacarte ed a parlarsi addosso – conclude Affatato.

Condividi questo contenuto