Al centro delle contestazioni, la gestione arbitraria delle convocazioni consiliari e la sistematica esclusione delle proposte e interrogazioni presentate dal gruppo politico de La Svolta.
Lo scorso 13 giugno, i tre consiglieri avanzavano la richiesta di un Consiglio Straordinario su temi quali: diritto al lavoro, all’istruzione e all’informazione in una delle aree interne più insofferenza tra tutte (per un OdG avente ad oggetto 4 punti).
Si sarebbero aspettati di discutere delle importanti problematiche sottoposte al sindaco già nell’adunata consiliare del 27 giugno, ma così non è stato.
Lo stesso primo cittadino non ha voluto considerare alcun punto richiesto dall’Opposizione.
E così non sarà nemmeno per la prossima adunata del 14 luglio, in cui tra i 4 punti proposti, tutti urgenti e prioritari, il sindaco ha deciso di discutere soltanto di uno, ignorando per la seconda volta consecutiva tutte le altre vicende meritevoli di attenzione istituzionale.
Tra i temi esclusi dal sindaco anche scuola e istruzione, un fatto assai grave, soprattutto alla luce del decreto di pochi giorni fa di chiusura dell’IPSIA di Bocchigliero, sotto il suo silenzio tombale.
Esclusa ancora la proposta di regolamento per la trasmissione online delle sedute consiliari, richiesta che ormai ha spento la prima candelina ma continua ad essere osteggiata dal primo cittadino che non vuole rendere pubblici i lavori dell’aula, assieme alla discussione delle diverse interrogazioni che attendono una risposta ufficiale.
“È una situazione intollerabile – spiegano i consiglieri – che si trascina fin dall’inizio del mandato. Ogni volta che l’opposizione esercita un proprio diritto, viene ignorata o ostacolata, calpestando non solo le regole, ma anche il ruolo che la legge assegna ai consiglieri comunali. Il silenzio, la sufficienza ed il menefreghismo di chi rappresenta la massima istituzione sono inaccettabili, soprattutto in una comunità ormai abbandonata a se stessa.
Per questo motivo invocano pubblicamente l’intervento del Prefetto di Cosenza, poiché l’atteggiamento del sindaco rischia di legittimare comportamenti contrari alla legge, quando invece democrazia e legalità non possono essere soggette a interpretazioni politiche o convenienze di Maggioranza.
“Se il sindaco dovesse continuare a violare ancora i diritti previsti dalla legge, dopo aver già abbandonato un consiglio comunale in segno di protesta perché c’erano stati negati atti pubblici, siamo disposti ad azioni di protesta più dure, occupando il palazzo Comunale e la sala consiliare”, conclude il capogruppo d’Opposizione Domenico Aggazio.

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