Firmato il protocollo d’intesa tra Comune e AIParC Cosenza: Marzi diventa il primo borgo adottato in Calabria in un progetto che punta a contrastare lo spopolamento attraverso cultura, partecipazione e sviluppo territoriale.
Il 20 aprile segna una data significativa per il futuro dei borghi calabresi. A Marzi, nel cuore della provincia di Cosenza, è stato firmato il protocollo d’intesa del progetto “Borghi Vivi: adozione di un borgo per contrastare lo spopolamento”, sancendo il passaggio da una visione culturale a un’azione concreta sul territorio.
A sottoscrivere l’accordo sono stati il Sindaco di Marzi, Pietro Tucci e la Presidente di AiParC Cosenza, Tania Frisone, alla presenza di una delegazione dell’associazione AIParC Cosenza e delle rappresentanti del movimento SNOQ (Se Non Ora Quando) di Marzi. Un incontro partecipato, ricco di contenuti e prospettive operative.
Il progetto nasce all’interno del Parco Saverio Strati AIParC Cosenza, come risultato di un percorso di studio e riflessione sul fenomeno dello spopolamento dei borghi calabresi.
Alla base vi è una consapevolezza chiara: lo spopolamento non è soltanto un fenomeno demografico, ma anche culturale. Nei piccoli centri si assiste progressivamente alla perdita di identità, memoria e relazioni sociali.
Per questo “Borghi Vivi” propone un approccio che va oltre la dimensione economica, puntando a restituire ai territori valore, attrattività e nuove prospettive di vita.
Elemento centrale del progetto è il concetto di adozione del borgo, inteso non come sostituzione, ma come presa in cura condivisa.
Il modello si configura come un patto culturale e civile tra amministrazioni, associazioni e comunità locali, fondato sul principio di sussidiarietà. L’adozione si realizza attraverso protocolli d’intesa e strumenti di collaborazione strutturata, senza fini di lucro e senza trasferimenti di proprietà.
Si tratta di un impianto che rende il progetto non solo operativo, ma anche facilmente replicabile.
Con la firma del protocollo, approvato dal Consiglio Comunale, Marzi diventa il primo borgo coinvolto nel progetto.
L’incontro del 20 aprile ha rappresentato l’avvio di una fase operativa basata su ascolto, partecipazione e progettazione condivisa. Sono emerse idee, proposte e linee di sviluppo che testimoniano una forte volontà di collaborazione tra istituzioni e realtà associative.
In un contesto in cui lo spopolamento dei borghi rappresenta una delle principali criticità territoriali, la firma del protocollo assume un valore particolarmente rilevante.
Anche un solo risultato concreto: il ritorno di un residente, la permanenza di un giovane, la riapertura di un’abitazione, può rappresentare un segnale importante di inversione di tendenza, capace di generare nuove dinamiche sociali ed economiche.
Determinante è il contributo delle realtà coinvolte: Parco Saverio Strati AiParC Cosenza, il movimento SNOQ di Marzi, il comitato civico locale e l’amministrazione comunale.
La sinergia tra questi soggetti evidenzia come il rilancio dei borghi richieda un impegno condiviso e una visione comune, capace di integrare competenze, energie e progettualità.
Il Parco Saverio Strati si conferma in questo contesto come promotore culturale e strumento di valorizzazione territoriale.
“Borghi Vivi” nasce con una prospettiva ampia. L’esperienza avviata a Marzi è destinata a estendersi ad altri Comuni della Calabria, con l’obiettivo di costruire una rete di borghi adottati.
La replicabilità del modello rappresenta uno degli elementi di maggiore forza del progetto, che si propone come buona pratica per il contrasto allo spopolamento nelle aree interne.
La firma del protocollo rappresenta l’inizio di un percorso.
L’interesse crescente da parte di amministratori locali, associazioni e cittadini lascia intravedere la possibilità di sviluppare nuove esperienze e consolidare una rete territoriale attiva e consapevole.
Il futuro dei borghi passa anche da iniziative come questa, capaci di coniugare visione culturale e azione concreta.

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