Vittorio Sgarbi e il governatore Maroni li vorrebbero nel 2015 per l’Expo, il ministro Franceschini attende il giudizio di una commissione mentre la soprintendente della Calabria li giudica intrasportabili
I Bronzi di Riace diventano un caso di stato. Perché a fine luglio Vittorio Sgarbi, appena nominato ‘ambasciatore per l’arte’ nell’ambito di Expo 2015 a Milano, aveva lanciato la proposta di portare le due celebri statue per sei mesi a Milano, subito appoggiato dal governatore della Lombardia, Roberto Maroni.

Secondo Simonetta Bonomi, soprintendente ai beni archeologici della Calabria dalla quale dipende il Museo archeologico di Reggio Calabria, la risposta è chiara come ha spiegato all’Ansa: “Da tutte le relazioni dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro fatte dopo le campagne di restauro di questi anni emerge in grande evidenza la fragilità strutturale dei Bronzi di Riace. I due Bronzi hanno delle microfessurazioni che rendono la struttura molto vulnerabile. Una commissione è fattibile, ma gli esperti si devono misurare su questi dati di fatto che sono emersi dalle campagne di restauro”.
Sgarbi però non ci sta: “Il ministro Franceschini ha dimostrato una disponibilità laica, a differenza della difesa del campanilismo che sfiora la superstizione e della retorica da pseudoconservatori del restauro di chi si oppone. Il limite del rischio c’è sempre ma non c’è nulla che possa pregiudicare la loro integrità”. E quindi anticipa le prossime mosse: “Tra il 20 e il 21 agosto scriverò una lettera ufficiale a Franceschini insieme a Roberto Maroni per chiedere che restauratori indipendenti valutino tutte le implicazioni del caso”. E a difesa della sua tesi cita anche un episodio, emerso di recente, che mette in cattiva luce la soprintendente Bonomi: Non è riuscita a difendere le opere in casa sua dalle fotografie di Gerald Bruneau”. Immagini che hanno fatto scandalo in tutto il mondo e che ora suonano come una condanna.
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