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Brunori tra scirubetta, amuleti scaramantici e tanta voglia di Sanremo

Brunori ha già vinto Sanremo. Se mai leggerà questo breve pezzo sicuramente farà gli scongiuri, ma in un “attacco” di tale portata c’è invece l’immediata percezione di come il cantautore di San Fili si stia muovendo nei giorni di vigilia che anticipano la sua salita in un palco che emoziona. Ma per Brunori non ci sono problemi anche perché “io porto mia madre a Sanremo e tutta la famiglia…”.

Brunori

E in quei giorni sarà protetto e si sentirà a casa cosi magari quell’emozione si affronterà meglio. Si è parlato di Sanremo ieri al Tau dell’Unical e del suo pezzo “Albero delle noci”. Un testo che è nato in una notte, quella di Pasqua, a San Fili. Un testo che è piaciuto cosi tanto da ricevere la “benedizione” da Lorenzo Coveri, già professore ordinario di Linguistica italiana nell’Università di Genova e accademico della Crusca, tra i massimi studiosi della lingua della canzone italiana: “testo scritto in una lingua contemporanea, informale, che risente molto del parlato e lascia alle spalle la tradizione letteraria, poche parolacce, pochi disfemismi qua e là e una certa omogeneità, legata probabilmente al fatto che un gruppo ristretto d’autori firma una buona parte delle canzoni. Soprattutto niente scandali”.

Ed è lo stesso Brunori che continua a raccontare come è nato questo pezzo: “stavamo registrando il nuovo album e avevo scritto un pezzo che profumava di Sanremo e i discografici della Universal, dopo aver ascoltato il brano, mi hanno convinto a partecipare anche se non ho mai amato la competizione. Una sola esperienza ho avuto con i Zen Circus a Sanremo ma da ospite e li avevo capito che la gara non era per me, ma le parole di Riccardo Senigallia mi hanno fatto capire che era arrivato il momento: “se sei convinto della canzone non devi temere nulla. Vai e divertiti”. Ed eccolo qua coccolato dalla stampa locale che lo porta quasi in braccio e lui a tal proposito fa ironia: “certo che se vinco Sanremo voglio ritornare su un carro e fare la sfilata tipo a Madonna del Pilerio…”.

Risate, applausi e leggerezza. Più che una conferenza stampa è stato un saluto collettivo, un voler dire ai calabresi: “io salgo, ma voi cercate di salire con me…”. E via alla cartellonistica in tutta la città con l’invito al voto ad una canzone che parla anche di “…scirubetta…la neve fresca servita con miele di fichi” ed è lo stesso Brunori che continua a raccontare: “sono molto contento di quel verso perché mi piace l’idea di far venir fuori qualcosa che ha a che fare con le nostre radici”.

Tutto pronto quindi, tutto ok? No, un attimo ritorniamo all’attacco del pezzo. Non gli sarà piaciuto a Brunori anche perché “le Magare di San Fili mi hanno preparato questa vurzetta che in qualche modo mi proteggerà me la sono portata, poi ho anche le pietre di sale. Siamo scaramantici, ma abbiamo anche i nostri amuleti mettiamola cosi”. Ora si che puoi partire cantautore semplice, romantico e leggero.

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