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Bufera social a Rende, Bilotti, Calvelli e Totera: «La pagina del Comune non è una bacheca privata»

I consiglieri Bilotti, Calvelli e Totera denunciano l’uso improprio della pagina Facebook del Comune di Rende.

«Quanto accaduto sulla pagina ufficiale Facebook del Comune di Rende non può essere archiviato come una semplice scivolata comunicativa. È stato superato un limite che un’istituzione non dovrebbe mai oltrepassare.» Così intervengono i Consiglieri comunali dopo le risposte pubblicate nei giorni scorsi attraverso il canale ufficiale dell’Ente. «Non si tratta della pagina personale del Sindaco, né di un profilo politico di parte. Si tratta della pagina ufficiale del Comune. Quella pagina rappresenta tutti: maggioranza, minoranza, apparato amministrativo e, soprattutto, l’intera comunità cittadina. È la voce dell’istituzione.»

Secondo i Consiglieri, alcune risposte pubblicate hanno assunto toni percepiti come irridenti, sprezzanti o comunque non rispettosi nei confronti di cittadini che avevano espresso critiche o osservazioni. «Quando l’istituzione replica con modalità che possono apparire sarcastiche o svalutative, il problema non è social: è istituzionale. Il Comune non può dileggiare i propri cittadini. Non può permettersi di trasformare una pagina ufficiale in uno spazio di contrapposizione. Anche davanti a commenti duri o polemici, un Ente pubblico deve restare al di sopra. La forza di un’istituzione sta nella misura, non nella replica. Sta nell’autorevolezza, non nella battuta.»

I Consiglieri parlano di una questione che va oltre il singolo episodio. «Qui è in gioco il decoro dell’Ente. Quando la comunicazione ufficiale scivola su un terreno divisivo, non viene coinvolta una parte politica: viene coinvolto il Comune nella sua interezza. E noi, come rappresentanti eletti, non possiamo far finta di nulla. Sentiamo il dovere di prendere le distanze da quanto avvenuto e di difendere i cittadini che si sono sentiti offesi o ridicolizzati. Il rapporto tra amministrazione e comunità non può essere impostato sullo scontro. Il rispetto è la base minima della funzione pubblica.»

Per questo è stata presentata un’interrogazione formale che sarà discussa in Consiglio Comunale. «Vogliamo chiarezza: chi gestisce le pagine ufficiali? Con quali regole? Con quali responsabilità? Esistono linee guida? Esiste un controllo?»
«Non è una polemica politica. È una questione di dignità istituzionale. La pagina ufficiale del Comune deve essere uno strumento di servizio, non un’arena. Deve rappresentare tutti, non reagire a qualcuno.» E concludono: «Le risposte dovranno arrivare in Consiglio Comunale, attraverso l’interrogazione già depositata. Perché il rispetto verso i cittadini non è negoziabile e perché l’istituzione deve sempre essere più alta del conflitto.»

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