Il Catanzaro si aggiudica la decima edizione della Calabria Cup 2024. In una finale molto equilibrata è riuscito ad avere la meglio sul Real Cosenza con il risultato finale di 2-0.

Questo può essere l’inizio di un pezzo di cronaca sportiva normale, ma su Cosenza Post, il giornale del racconto, non cerchiamo la normalità, ma proviamo a raccontare tanto altro. E’ vero, la notizia è questa, ma dietro questa notizia c’è un mondo da provare a raccontare in poche righe. C’è la penna di uno zio cronista che si ritrova a vivere l’esperienza con il nipote calciatore, anche se in questo piccolo articolo mi sento lo zio di ogni singolo componente della squadra.
La squadra è quella del Real Cosenza, i ragazzi hanno l’età di 11 anni, si allenano con passione per tre volte a settimana e tra tornei e campionati riescono a stare sempre sul pezzo. Il loro mondo è il calcio, i compagni di squadra, la voglia di condividere insieme l’emozione che può dare questo sport. Viaggiare con loro è uno spasso e accompagnarli in questi tornei è meraviglioso perché è un piacere vedere i loro occhi sognanti. Il torneo è quello della Calabria Cup 2024 organizzato alla perfezione in una città bellissima che è quella di Reggio Calabria. Più bella ancora quando splende un sole ancora caldo.
Le squadre sono ben 24 e arrivano dalla Sicilia e dalla Calabria, ma anche dalla Basilicata. In un vero e proprio piccolo “mondiale” di calcio vissuto in tre giornate. Le partite a ripetizione si svolgono in due campi: il Granillo e il Sant’Agata. Tutte le partite il Real Cosenza le ha disputate al Granillo. Lo stadio dove hanno giocato campioni dal calibro di Pirlo, Zidane, Del Piero e tanti altri. Lo stadio che soprattutto ha visto tanti campionati di serie A, quindi si è già partiti da questo dettaglio che ha ancora di più esaltato “i nostri ragazzi”. Ancora una volta però voglio e cerco di raccontare quello che c’è prima di tutto questo.
C’è la disciplina, con il mister Francesco Marrello che a pranzo fa posare tutti i telefonini, c’è l’ordine, con la sistemazione dei ragazzi nelle stanze cercando di non fare troppo “rumore”, c’è il concetto di squadra, con quella voglia di guardarsi negli occhi prima di ogni partita e concentrarsi. C’è la sveglia la mattina e la colazione da fare tutti insieme, c’è il pranzo anche alle 11.15 quando le partite si giocano alle 13.00, ci sono gli orari da rispettare e ci deve essere l’ascolto in religioso silenzio alle parole che il mister rivolge ai ragazzi prima di ogni match.
E poi ci sono i genitori che sono i primi tifosi e cercano di restare un passo indietro ed è questo l’atteggiamento giusto, anche perché, i nostri piccoli calciatori hanno 11 anni, ma in campo e fuori dal campo dimostrano di più della loro tenera età. Bellezza, questo è il calcio giovanile. Fatto da tanta condivisione, unione, grinta, passione.
Un calcio dove si cerca di vincere, ma se si perde non c’è nessun tipo di dramma. Incazzatura quanta ne vuoi, ma nasce e muore in quei pochi minuti dal fischio finale. Ci sono le mani che si stringono a tutti all’inizio e alla fine, c’è il rispetto per l’avversario, c’è di base questa voglia di educare i calciatori a seguire tutto questo canovaccio e il ruolo del mister è un ruolo fondamentale. In questo caso parliamo di Marrello, ma nella Real Cosenza ci sono tanti mister che dalla mattina alla sera non parlano solo di calcio, ma educano. Ed è molto delicato per loro cercare di dare l’equilibrio a tutto.
In breve ho cercato di portarvi in questo mondo, poi c’è il risultato sportivo. Il Real Cosenza arriva in finale dopo un cammino esaltante fatto di goal e vittorie, perde contro il Catanzaro in una finale equilibrata, ma decisa da due episodi. Perde la finale, ma si porta a casa un premio: quello del miglior portiere. Matteo Pagliuso alza il suo premio e lo condivide con i compagni di squadra. Sono applausi con l’emozione di aver cantato l’inno d’Italia in mezzo al Granillo con la mano su petto. Perché sognare la nazionale non è un reato. Non sono un genitore, ma una preghiera la rivolgo a loro: fin quando potete non svegliateli da questo sogno meraviglioso. Vincere o perdere a questa età non conta, ma del sogno non si può fare a meno.
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