Caro vice-segretario on. Andrea Orlando,

benvenuto in Calabria, una terra che già ti ha visto presente nel recente passato e nella quale non mancano compagni a te storicamente vicini.
Ti diamo il benvenuto con la richiesta di favorire, raccogliere e trasmettere una nuova narrazione della situazione calabrese. Diverse e innovative sensibilità nonché numerosi soggetti associativi di area potrebbero aiutare la dirigenza nazionale ad avere un quadro conoscitivo più articolato, di quello fornito dalle sole rappresentanze istituzionali del partito.
In particolare e da subito, ci permettiamo di porre alla tua attenzione tre questioni che possono, nel loro carattere pratico, indirizzare una nuova fase del partito in Calabria.
In primo luogo, l’attuale disarticolazione del nostro partito regionale impedisce uno svolgimento del congresso in tempi brevi. La presenza di un commissario regionale ha significato la presa d’atto, da parte del livello nazionale, di una situazione eccezionale, nella quale organismi e livelli periferici non hanno funzionato in modo da garantire un’azione politica continua e incisiva a livello regionale e provinciale. Da questa presa d’atto, avvenuta solo pochi mesi addietro, ad oggi nulla è cambiato. Perciò nulla giustifica la celebrazione di un congresso di un partito al momento evanescente e, inoltre, lontano dal segnare una ripresa elettorale assimilabile a quella nazionale. A ciò si aggiunga che le esperienze passate dovrebbero essere di insegnamento: celebrare un congresso a pochi mesi dalle elezioni regionali ha come unico scopo quello di realizzare equilibri in vista di questa prova elettorale. Si tratterebbe, cioè, di una semplicistica conta interna; inutile, perciò, a riflettere sul nostro partito e sulle necessarie azioni da intraprendere per dare ad esso maggiore sostanza organizzativa e, soprattutto, maggiore capacità di apertura nei confronti della società calabrese e delle sue istanze plurali.
In secondo luogo, auspichiamo una maggiore presenza del commissario Graziano sui territori calabresi. Maggiore presenza che non potrà realizzarsi diversamente che attraverso la messa in mora degli attuali e inefficaci presidi provinciali e il loro superamento con figure e commissioni di guida più rappresentative delle attuali dinamiche politiche nei vari territori. Ricordiamo che, in provincia di Cosenza, l’ultima magra figura di una lunga serie di sconfitte, è stata l’assenza di liste e candidati sindaci ufficiali del Pd nelle ultime importanti sfide amministrative, conseguenza di un’assenza di iniziativa politica negli ultimi anni. A ciò si aggiunga la mancata presentazione del simbolo in tutti i comuni – piccoli e grandi – al voto nell’ultima tornata amministrativa.
Infine, vogliamo sottolineare che le vicende delle prossime elezioni regionali non saranno vicende confinabili e derubricabili a questione locale ma avranno ripercussioni sull’immagine nazionale del partito e del segretario Zingaretti, così come è stato in passato, soprattutto nel caso della segreteria Renzi. È perciò responsabilità del segretario nazionale indicare la necessaria svolta e non delegarla a primarie che in Calabria sono, da sempre e attualmente in maggior modo per lo stato in cui versa il partito, pratiche di dubbia moralità e di scarso coinvolgimento di chi non è già inserito nei meccanismi istituzionali e partitici. Bisognerebbe, insomma, prendere atto che non conviene a nessuno fare primarie farlocche alle quali partecipano più persone di quelle che poi votano il Pd nelle vere elezioni.
Se vorrai approfondire queste questioni puntuali, nonché avviare una fase di confronto programmatico sui grandi temi calabresi, a iniziare dalla sanità – nella quale il ruolo dei commissari governativi è tutt’altro che risolutivo ma la cui crisi è stata in tanti, troppi anni determinata dalle classi politiche indigene – noi restiamo a tua disposizione.
Un cordiale saluto,
CONTROCORRENTE
Associazione Politico-Culturale
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