Con una nota politica, l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta replica a chi l’ha attaccata, a cominciare dal governatore Oliverio
Ne ha per tutti Maria Carmela Lanzetta, ex ministro del governo Renzi e ora tornata nella sua Calabria anche se di entrare nella Giunta di Mario Oliverio come assessore non ne ha voluto sapere. Dopo l’ultimo attacco del Governatore, ha risposto con una nota politica nella quale cita Einstein (“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”) e poi puntualizza molti concetti.

Inizia così: “Caro Segretario, mi permetto di ricordarti che l’audizione alla commissione antimafia è stata secretata e, quindi, forse sarebbe il caso – obbligatorio che non venissero rivelati i contenuti. Vorrei anche consigliarti di evitare di farne un uso politico, anche in buona fede, perché altrimenti rischi di darmi ragione quando ho supposto che la mia audizione rispondeva ad altri obiettivi. Vorrei anche ricordare che Palazzo Chigi ha espresso un parere abbastanza chiaro e netto sulla questione che ha causato il mio non ingresso in giunta, di cui ero già convinta, ma su questo non hai ritenuto di proferire parola, mentre non ti sfugge mai l’occasione di replicare alle mie considerazioni, così come hai fatto, in modo indiretto, all’Assemblea Regionale; né hai ritenuto opportuno ‘contestare’ la convocazione della commissione antimafia nonostante la motivazione inconsistente, mentre, come ho detto e ripeto, la ndrangheta impazza in tutta Italia”.
Lanzetta ce l’ha espressamente con il Partito Democratico che sino ad oggi ha rappresentato: “I 5segretari5 pensano di farmi desistere o di ridurmi al silenzio con le loro infamanti intimidazioni, ma si sbagliano di grosso; ne ho subite ben altre (che a lor signori in poltrona non auguro mai) compresi due sequestri di persona di miei parenti ma non ho abbassato la testa che, invece, qualcuno di loro ha perso completamente: forse perché ha qualcosa da nascondere? Segretario, hai qualcosa da dire a proposito di uno dei più infamanti e vergognosi insulti verso le più alte istituzioni italiane? Lo chiedo anche al signor governatore, al quale vorrei consigliare di mantenere la calma, perché la sottoscritta non è abituata a seguire o ad attuare ‘interessi politici’ di chicchessia e, soprattutto, lo invito a non abbandonarsi ad allusioni varie, perché sono inconsistenti e valgono solo come intimidazioni… politiche, naturalmente”.
Soprattutto l’ex ministro non accetta allusioni. “Il massimo dell’infamità lo raggiungono i suoi 5segretari5 quando mi accusano di essere ‘vicino alla cultura mafiosa’: è una affermazione da una parte in primis denunciabile, ma dall’altra ridicola, artefatta e insostenibile, pronunciata dalla peggiore specie di arrampicatori sociali con scivoloni ridicoli verso una bassa, grezza e paramafiosa cultura politica che, in questo modo, rendono indegna la carica di segretario provinciale che detengono, tre dei quali, tra l’altro, contro le regole dello Statuto del PD. Ma prima o poi una risata li seppellirà. Vorrei anche ricordarle, signor governatore che, nel mentre ho il diritto di fare le mie considerazioni riguardo le sue scelte, il ‘caso De Gaetano’ è scoppiato nei giornali a dicembre 2014, per poi essere ripreso a fine gennaio 2015, con fatti mai smentiti da nessuno”. E poi cita Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, che in passato aveva ammesso le connivenze tra politica e mafia in Calabria, e chiede a Oliverio di spiegare perché De Gaetano non sia stato candidato alle regionali salvo poi essere ripescato come assessore.
Infine una richiesta a Oliverio: “Signor governatore, lei sa benissimo di essere incorso in un infortunio politico. Ma se riuscisse ad ammetterlo sarebbe un gesto che rivoluzionerebbe positivamente e per sempre la politica in Calabria; non dimentichi infatti che dalla sua politica dipenderà la vita o la morte della nostra Regione, dove la maggioranza dei calabresi onesti e per bene ha scelto di vivere”.
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