Geopolitica e mondo del calcio si stanno intrecciando come non mai in questi primi giorni di calura estiva. Perché a vedere gli Europei ci si può rendere conto chi nel vecchio continente se la passa male e chi no.
Ieri sera, per la seconda volta in poche ore, l’Inghilterra ha salutato l’Europa quella calcistica sbeffeggiata e derisa dalla Carneade Islanda nazione fino ad oggi conosciuta solo per la cantante Bjork e per il nome impronunciabile della sua capitale Reykjavík.

Poche ore prima ci avevano pensato gli Inglesi stessi a alzare le tende e sancire anche l’uscita politica dall’Europa. Il tutto fatto con un referendum forse affrontato con troppa superficialità visto i ripensamenti di queste ore. Brexit deve far riflettere non solo chi ne subirà gli effetti ma anche qualche politico italiano che utilizza lo strumento referendario per tastare il suo livello di popolarità nel Paese manco fosse l’applausometro utilizzato nel Karaoke.
La politica e il calcio sono cose serie: se in Europa ci stai ma non ne adotti la moneta, se alcune linee politiche non ne vengono recepite è chiaro che alla prima occasione sono i tuoi abitanti a mettere in discussione l’utilità di appartenere a questa cerchia di Stati. Ma il cittadino comune si sa che non molte volte non riesce a valutare gli effetti nel lungo periodo e si fa indirizzare dell’emotività del momento.

Del calcio gli Inglesi si sono sempre vantati di essere gli inventori salvo poi scoprire che nella loro storia hanno vinto un Mondiale nel ’66 disputato in casa e fortemente indirizzato da arbitraggi che rievocano i Moreno dei mondiali di Corea… Intanto in patria la Premier la vince una squadra sconosciuta allenata da un italiano…
Il Ranieri che qua in Italia abbiamo mandato via troppo frettolosamente etichettandolo bollito. Poi ci lamentiamo della fuga di cervelli . Il Regno Unito tanto unito non lo è più visto che l’Irlanda pare abbia mire secessionistiche sulla scia del Brexit ..un po’ come sta facendo il Galles negli europei di calcio.
La Spagna testimonia con l’esito delle ultime elezioni di brancolare nel buio non potendo trovare una maggioranza governativa che la faccia ritornare ai vecchi fasti. Sono finiti i tempi di Aznar, Zapatero… ora si parla di Podemos e ieri sera dopo la partita con l’Italia , l’allenatore delle furie rosse ha dichiarato “Podemos tornar a casa”.
L’Italia di Conte/Renzi è un’Italia che alla vigilia degli Europei davano per spacciata…poca qualità..sempre la solita politica catenacciara. Da un certo punto in poi Conte sembra essersi tolto la maschera di Renzi e giorno per giorno ha assunto le sembianze di una Virginia Raggi.. l’Italia è diventata la nazionale dei 5 stelle… appreso l’esito gli dei ballottaggi tra Bonaventura e Bernardeschi e Jorginho e Sturaro, la Nazionale ha cominciato a muoversi sinuosamente facendo fuori il Belgio e la Svezia e inceppandosi con l’Irlanda prima del Brexit.
L’apoteosi con la Spagna la quale ricordiamo ha dato l’esempio di come due grandi città come Madrid e Barcellona possono essere amministrate da due donne. Un po’ come accadrà ora per la Raggi e la Appendino.
Ora ci tocca la Germania. Se ce la giochiamo a calcio storicamente la vinciamo noi per tutta una serie di componenti che sfuggono dalla razionalità…esoterismo, magia, occultismo, prestigibilllizazzzzione citando il mago Silvan: non si sa come loro sono i favoriti e noi vinciamo sempre. L’intero popolo tedesco ieri si è fermato a guardare Italia-Spagna e al gol di Chiellini e Pellè è calato lo sconforto.
Se la buttiamo sulla politica vincono sempre loro… troppo forte la Merkel …neanche Barzagli, Bonucci e Chiellini riuscirebbero ad arginarla. E’ questione di mentalità o di modulo…ci presentiamo in Parlamento Europeo li subiamo senza farla franca su nulla. E a nulla valgono gli innesti degli oriundi: Salvini ci prova a cantarlo questo benedetto inno ma non ci riesce proprio.
E poi alla fine c’è lei: la nostra amica/ rivale: la Francia. Anche in questo caso calcio e politica si intrecciano come non mai… Nazionale confusionaria un po’ come succede nel Paese con suoi tumulti sociali. La politica francese attende da tempo il Zidane della situazione quello che ti permette di spadroneggiare in Europa e nel mondo senza avere grandi colpi di testa. Se supereremo lo scoglio tedesco probabilmente ci imbatteremo in loro (Islanda permettendo) e anche lì gli ultimi ricordi sono piacevoli… sono ricordi che evocano città come Berlino …di nuovo la Merkel.
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