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Calopezzati, l’allarme di FdI: «Comune nel baratro, mancano 1,4 milioni di tributi»

Il Circolo “Tatarella” denuncia un buco milionario tra IMU, TARI e servizio idrico. Sotto accusa l’inerzia degli uffici e il blocco dell’attività dei commissari per il dissesto.

Un quadro finanziario allarmante, segnato da un’incapacità gestionale che rischia di paralizzare definitivamente l’ente. È quanto emerge dalla denuncia del Circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella”, che a seguito del Consiglio Comunale dello scorso 19 marzo, interviene con fermezza per informare la cittadinanza sulla gravità della crisi economica che investe il Comune di Calopezzati.

L’atto d’accusa parte dal ringraziamento al consigliere comunale Kevin Mangone, il quale durante l’ultima seduta ha sollevato il velo su una gestione definita “gravissima”. Il Comune si trova attualmente in stato di dissesto economico e finanziario, una condizione che ha portato alla nomina di un Organo Straordinario di Liquidazione (O.S.L.) nel marzo 2025.

Tuttavia, l’attività dei commissari è ferma al palo. Con la Delibera n. 11 dell’11 settembre 2025 prima, e la Delibera n. 3 del 12 marzo 2026 poi, l’O.S.L. è stata costretta a richiedere due proroghe consecutive per complessivi 360 giorni. La motivazione addotta dai commissari è lapidaria: l’impossibilità di procedere a causa dell’inerzia degli uffici comunali, che non avrebbero fornito i dati minimi necessari. Secondo FdI, l’incapacità di garantire il funzionamento dei settori Finanziario e Legale rappresenta una «conclamata inadeguatezza gestionale» mista a un’opacità amministrativa preoccupante.

I numeri del baratro: un ammanco da 1,4 milioni di euro.

L’analisi dei documenti contabili allegati al Bilancio di Previsione 2025-2027 e alla relativa Nota Integrativa rivela una discrepanza profonda tra le tasse accertate (ovvero quanto richiesto ai cittadini) e quelle effettivamente incassate.

  • IMU e TARI (Titolo 1): Nel 2022, a fronte di un accertato di € 1.452.725,62, il riscosso è stato di soli € 744.949,85 (ammanco di € 707.775,77). Nel 2023, su € 1.510.589,72 accertati, nelle casse sono entrati solo € 1.102.759,54. In soli due anni, il “buco” sulla riscossione dei tributi principali ammonta a € 1.107.775,77.
  • Servizio Idrico (Titolo 3): Anche sul fronte dell’acqua la situazione è critica. Se nel 2022 l’ammanco era contenuto (€ 31.281,44), nel 2023 si è registrato un crollo verticale: a fronte di oltre 493mila euro accertati, ne sono stati riscossi solo 225mila. Il deficit consolidato per il biennio è di € 299.486,25.

Sommando le voci principali (IMU, TARI e Acqua), l’amministrazione non è riuscita a incassare 1.407.262,02 euro nel periodo 2022-2023.

Previsioni “gonfiate” e l’appello alla trasparenza

Non meno critiche sono le proiezioni per il futuro. Fratelli d’Italia definisce “gonfiati” i dati per il 2024, anno in cui l’amministrazione prevede di incassare € 3.744.565,14 (basandosi su un presunto recupero totale dei residui passati), mentre per il 2025 si ipotizza una riscossione pari al 100% dell’accertato (€ 1.324.545,08), una stima giudicata del tutto irrealistica alla luce dello storico recente.

Il Circolo “Giuseppe Tatarella” denuncia con forza l’agire dell’attuale amministrazione e auspica che si riesca al più presto a garantire l’equità fiscale, facendo pagare chi non lo ha fatto finora a causa dell’incapacità gestionale di chi governa.

Calopezzati
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