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Caos viabilità a Rende: via le rotatorie e tornano i semafori, l’opposizione con Galassi attacca la giunta Principe

I consiglieri di minoranza contestano i nuovi cantieri stradali e denunciano il rischio di lunghe code e rallentamenti, chiedendo un’inversione di marcia sulla mobilità urbana.

C’è chi guarda all’Europa per innovare e chi, invece, sembra guardare nello specchietto retrovisore.

Mentre in molte città si progettano interventi per rendere il traffico più scorrevole e sicuro, a Rende l’amministrazione guidata dal sindaco Sandro Principe sembra aver riscoperto il fascino dei semafori. Una scelta che lascia più di una domanda e che merita spiegazioni.

Sia chiaro: l’Europa non obbliga nessuno a costruire rotatorie. Ma è altrettanto vero che, quando le condizioni lo consentono, le rotatorie sono spesso considerate una soluzione efficace per migliorare la fluidità della circolazione e aumentare la sicurezza stradale. A Rende, invece, pare che si sia deciso di invertire la marcia.

La domanda è semplice: questa è una scelta supportata da studi sul traffico, da analisi tecniche e da una visione moderna della mobilità urbana oppure è l’ennesimo intervento che rischia di creare disagi senza una chiara prospettiva per i cittadini?

Su questa vicenda, i consiglieri di opposizione Galassi, Ghionna, Trombino, Garritano, Monaco, Totera, Bilotti e Calvelli sottendono e condividono le medesime perplessità espresse in merito agli interventi sulla viabilità cittadina, ponendo l’attenzione sulla necessità di una maggiore trasparenza, di un confronto istituzionale reale e di una valutazione tecnica approfondita prima di modificare assetti viari che incidono direttamente sulla quotidianità dei cittadini.

E mentre i cantieri vanno avanti, le risposte restano ferme al rosso. Alla nostra formale richiesta di accesso agli atti sulla documentazione progettuale e tecnica degli interventi non è ancora arrivato alcun riscontro. Nessuna spiegazione è giunta dagli assessori Iantorno e Cuzzocrea e, soprattutto, continua il silenzio del sindaco Principe.

Un silenzio che stride con i continui richiami al confronto e all’opposizione costruttiva: il confronto, però, non può essere invocato solo a parole, ma deve tradursi nella disponibilità concreta a fornire atti, risposte e chiarimenti quando vengono richiesti.

Perché prima ancora di modificare la viabilità di una città, sarebbe opportuno spiegare ai cittadini sulla base di quali studi, valutazioni e criteri tecnici si stanno assumendo determinate decisioni.

I cittadini hanno il diritto di conoscere quali siano gli obiettivi degli interventi e quali benefici concreti si attendano da queste opere. Perché se il risultato sarà quello di aumentare soste, code e tempi di percorrenza, sarà difficile parlare di progresso.

Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo di controllo e proposta, insieme ai consiglieri di minoranza che hanno manifestato le medesime esigenze di chiarezza e approfondimento, affinché ogni intervento sia accompagnato da trasparenza, programmazione e buon senso.

Rende non ha bisogno di opere che facciano discutere solo per il loro impatto, ma di infrastrutture moderne, funzionali e capaci di migliorare realmente la qualità della vita dei cittadini.

Per il momento, però, il messaggio che arriva dai cantieri è piuttosto curioso: mentre il mondo guarda alla mobilità del futuro, a Rende il futuro sembra ancora fermo al rosso. E non soltanto quello del semaforo.

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