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Carolei, il delitto di Maria Pia e Silveiro: due angeli dimenticati

97 coltellate, una cosa terribile, che ricordava i delitti di Zodiac.

La polizia pensa subito a un maniaco. I due corpi vengono trovati esamini, dopo tanto accanimento.

Foto tratta dal libro:” Vadue alla ricerca di un movente ” di Gianfranco Ianni

La città si sveglia terrorizzata. Qualche giorno dopo, in una Cosenza che si appresterà ad affrontare anni di sanguinosa guerra tra bande, viene arrestato Pasquale De Rose, un balordo psicolabile. Sui suoi pantaloni gli inquirenti troveranno del sangue. In realtà De Rose commette l’errore di portare i pantaloni in lavanderia.

Ad indagare è il magistrato Alfredo Serafini, che dieci anni dopo diventerà procuratore della Repubblica.

Si scoprirà che Pasquale De Rose era invaghito di Maria Pia: la seguiva e si metteva sempre dinanzi alla scuola. Anche quel giorno De Rose si apposta davanti alla scuola: Maria Pia decide di non entrare e si reca con Silveiro in un alimentare. Comprano due panini e raggiungono Vadue. E’ un modo per trascorrere la mattinata insieme. De Rose è dietro, li segue. Giunge sul posto. Molti sosterranno che non era da solo ma che le altre persone, una volta conosciute le sue intenzioni, scapparono. Con la sua forza fisica riesce ad accoltellare prima Silveiro e poi Maria Pia. 97 volte. Uno stillicidio che non lascia scampo ai due ragazzi. Muoiono, a 25 e 17 anni. La città li piange in un funerale affollato. De Rose viene arrestato, condannato. Uscirà dopo vent’anni e qualche anno dopo morirà. Silveiro e Maria Pia meriterebbero di essere ricordati meglio. Due martiri innocenti.

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