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Casa Cosenza: un periodo di pax per uscire dalla crisi, confidando nell’olismo bragliano

Dopo un mini tour de force di tre partite nel giro di una settimana e culminato con la sonora sconfitta contro la Casertana, il calendario costringe il Cosenza ad un lungo stop forzato

Speravamo tutti che questo periodo di distacco dal calcio giocato per i tre punti si potesse vivere in maniera più serena, forti di qualche vittoria in più e di una classifica migliore. Invece, quello in corso rischia di tramutarsi in un lasso temporale depressivo e, perciò, deleterio per tutto l’ambiente rossoblù. L’evidente involuzione mostrata dai lupi nell’ultima gara contro i falchetti, rispetto alla bella e convincente prestazione di tre giorni prima in quel di Reggio Calabria, è nelle menti di tutti i tifosi (e non) e mantiene la ribalta mediatica.

Le peculiarità umorali della piazza rischiano seriamente di far peggiorare le cose e di condurre la truppa silana verso una via del non ritorno. Uno scenario catastrofico, da Armageddon, la cui verificazione deve essere evitata a tutti i costi. Cosa fare allora? La risposta è: i tifosi. Semplice a dirsi, difficile a farsi dalle nostre parti. È arduo mantenere la calma ed essere pazienti, amorevoli e speranzosi quando si ha la sensazione di essere stati traditi. Perché il punto è proprio questo. L’atteggiamento mostrato dalla squadra nella partita ante sosta è stato avvertito come un vero e proprio “tradimento” dell’amore che i tifosi nutrono nei confronti dei colori rossoblù. Tuttavia, tentare di metabolizzarlo non dico che sia l’unica strada percorribile ma credo sia quantomeno opportuno per evitare di gettare alle ortiche una stagione intera e, per converso, tentare di riprenderla per i capelli (spero però non siano quelli di Guarascio, altrimenti “simu già scisi in serie D”). Del resto, altra sfaccettatura dell’amore è il perdono.

Luna piena sul "S.Vito Marulla", ma i lupi rimangono nella tana (photo IlCosenza.it)
Luna piena sul “S.Vito Marulla”, ma i lupi rimangono nella tana (photo IlCosenza.it)

Cerchiamo per prima cosa di focalizzarci sulle (poche) certezze su cui in questo momento si può fare affidamento. La prima tra queste è senz’altro il fatto che il Cosenza può contare su un vero e proprio top mister. Piero Braglia è una garanzia e su questo non ci piove. Sicuramente, dall’alto della sua grande esperienza, riuscirà a capitalizzare queste due settimane di lavoro senza l’assillo della partita settimanale per dare tranquillità, compattezza ed un’anima al gruppo di giocatori che ha disposizione, rendendolo squadra.  Il Cosenza, dopo otto partite di campionato, è apparso un insieme di individualità ma non una squadra. Questo aspetto è stato immediatamente capito da mister Braglia. Noi tifosi dobbiamo attendere fiduciosi l’esito dell’azione olistica del tecnico toscano, cercando di metter da parte le ansie, le preoccupazioni ed i veleni e di non proporli e riproporli quotidianamente sui social e per le strade cittadine.

Mi rendo conto che per far ciò è necessario che la tifoseria operi un grande sforzo in termini di maturità e di tenacia (cosa che è nelle sue corde senza dubbio). Senza contare che le crisi del Cosenza costituiscono da sempre puro nutrimento della psiche per tutta una serie di persone che, a vario titolo (tagliaturi, tiraturi, trasformisti e tuttologi), non aspettano altro per creare ed alimentare confusione, magari strizzando l’occhio ad altre realtà. Per cercare di risollevare le sorti del campionato dei lupi servono calma, sangue freddo e fiducia nelle capacità di mister Braglia di sbrogliare la matassa. Occorre dare un’altra possibilità all’amore della nostra vita, “u Cusenza” perché nulla è ancora perduto, a patto “ca u ni perrupamu suli”. Forza lupi!

Federico Perri, libero pensatore innamorato.

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