Si è svolta questa mattina, presso la Corte D’assise di Cosenza, la prima udienza del processo per la morte dell’ex calciatore rossoblù Donato Denis Bergamini
“Finalmente inizia il processo. Abbiamo atteso 32 anni”
Queste le parole di Fabio Anselmi, avvocato della famiglia Bergamini, che, accompagnato dal nipote del giocatore, Denis, ha continuato “Non mi aspetto nulla, oggi sarà un’udienza tecnica ma in processi come questi sono possibili i colpi di scena”.
Non era presente in aula, per motivi di salute, la sorella del calciatore, Donata.
Una giornata importante, quella di oggi, per la famiglia Bergamini, che, animata dalla convinzione della colpevolezza della Internò, non ha mai accettato la tesi del suicidio e ha portato avanti una lunghissima battaglia cominciata il lontano 18 novembre 1989, giorno della morte del calciatore.
Il 20 settembre scorso, dopo più di tre ore di udienza preliminare e quasi due ore di camera di consiglio, il Gup del Tribunale di Castrovillari, Lelio Festa, ha deciso di rinviare a giudizio l’ex fidanzata del calciatore dando così il via dopo ben 32 anni al processo.
L’udienza è cominciata con una questione preliminare sollevata dalla difesa sulla nullità della riapertura delle indagini, che, dopo circa mezz’ora di Consiglio è stata rigettata dalla Corte presieduta da Paola Lucente.
Saranno circa 200 i testimoni che saranno ascoltati dalla Corte d’assise di Cosenza.
Ammessa anche la trascrizione delle intercettazioni più rilevanti.
“Sono molto soddisfatto perché siamo partiti con il piede giusto” ha detto all’uscita del tribunale l’avvocato Anselmo
“A Donata Bergamini dico di stare tranquilla, di essere serena perché arriverà il suo momento. Ci misuriamo sui fatti e finalmente faremo questo processo”. Ha concluso il difensore della famiglia Bergamini.
All’esterno del palazzo di giustizia di Cosenza alcuni tifosi rossoblù, uniti da sempre dallo slogan “verità per Denis”, diventato ormai un grido per chiedere giustizia, si sono riuniti in segno di vicinanza alla famiglia Bergamini sventolando le loro bandiere.
Dopo quasi due ore di udienza, la Corte ha fissato le nuove sedute processuali, rinviando il processo al prossimo 25 novembre.
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