E’ ripreso il 9 maggio 2022, dopo uno stop causato dal covid19, il processo per la morte del calciatore Denis Bergamini, deceduto il 18 novembre del 1989 sulla statale 106, nei pressi di Roseto Capo Spulico.

Come già noto, l’unica imputata risulta l’ex fidanzata del giocatore, Isabella Internò, accusata di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abietti.
La Internò non era presente ieri in aula a causa di problemi di salute.
Al banco dei testimoni, presso la Corte d’Assise di Cosenza presieduta dal presidente Maria Lucente, si sono seduti nella mattinata di ieri il Maresciallo Fabio Lupo e il Luogotenente Roberto Redavid.
I due facevano parte del cosiddetto “Gruppo Z”, in servizio al Nucleo Investigativo di Cosenza durante la seconda indagine della procura di Castrovillari.
Il “Gruppo Z”, nel 2012, partecipò, su delega del procuratore Franco Giacomantonio, all’inchiesta che riguardava i fatti accaduti il giorno della morte di Bergamini.
I due testimoni sono stati invitati in aula a ripercorrere le piste sulle quali il Gruppo si erano concentrato prima dell’archiviazione.
I temi trattati dall’inchiesta avevano al loro centro il rapporto tra Denis e la fidanzata, la gelosia della Internò, la mancanza di ragioni per le quali il calciatore potesse togliersi la vita fino ad arrivare all’esclusione di piste che non avevano nessun fondamento.
A conclusione della testimonianza, durata circa due ore, di Lupo e Redavid, hanno tolto ogni dubbio sul motivo del loro trasferimento avvenuto subito dopo la consegna dell’informativa.
Le ragioni, si è fatto chiarezza, vanno imputate ad altre e diverse motivazioni.
La Procura, inoltre, sul finire dell’udienza ha avanzato la proposta di ascoltare un’intercettazione ambientale del 2011 fra Isabella e suo marito Luciano Conte.
La proposta si è però conclusa con un nulla di fatto a causa della pessima qualità dell’audio a disposizione.
Si tornerà in aula domani, mercoledì 11 maggio.
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