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Caso Bergamini, quarta udienza: controesame dei testi da parte della difesa.

Si è svolta ieri 16 dicembre presso la Corte d’Assise di Cosenza presieduta dal presidente Maria Lucente, la quarta udienza del processo sulla morte del calciatore Denis Bergamini, scomparso il 18 novembre del 1989.

Denis Bergamini
Denis Bergamini

L’udienza si è concentrata sul controesame, da parte della difesa, dell’ispettore capo della Polizia Ornella Quintieri e dell’assistente capo Pasquale Pugliese.

Come già noto, l’unica imputata risulta l’ex fidanzata del calciatore, Isabella Internò, presente in aula insieme ai suoi avvocati Rossana Cribari ed Angelo Pugliese.

Prima di dare la parola ai legali della difesa, che hanno atteso 10 anni il giorno nel quale raccontare la verità della loro assistita, Fabio Anselmo, rappresentante della famiglia Bergamini, ha posto delle domande ai poliziotti riguardo il ruolo di due testimoni, Francesco Forte e Mario Panuzio.

Entrambi i testimoni, giunsero sul luogo della morte del giocatore del Cosenza calcio, a Roseto Capo Spulico, subito dopo l’investimento del corpo di Denis da parte di un camion guidato da Raffaele Pisano.

Francesco Forte si rese protagonista, durante le indagini, di una telefonata con la sorella della vittima, Donata Bergamini, nella quale lui confessò di essere preoccupato per le sue dichiarazioni in merito alla morte del calciatore.
Forte aveva paura per l’incolumità dei suoi figli piccoli e quindi preferiva, all’epoca non parlare del caso Bergamini.
L’attendibilità di Forte sarà valutata in un secondo momento, quando le parti processuali avranno la possibilità di sentirlo davanti alla Corte d’Assise di Cosenza.

Mario Panuzio venne fermato subito dopo l’accaduto dalla Internò che gli chiese un passaggio “per telefonare perché il fidanzato si era suicidato”.
L’uomo decise di aiutare la ragazza accompagnandola, con la Maserati di Bergamini, a un vicino locale dove l’imputata, da quanto è emerso, chiamò l’allora allenatore del Cosenza, Luigi Simoni, per comunicargli la notizia.

Sono state tantissime le piste seguite nel corso degli anni, dal calcio scommesse alla criminalità organizzata cosentina fino acquisto della Maserati con il coinvolgimento del boss Antonio Paese e poi la relazione sentimentale con Isabella Internò.

Gli avvocati della difesa hanno tentato di smontare la tesi dell’accusa e quindi il “movente passionale”.
Secondo i due legali, infatti, non era la Internò ad essere gelosa ma la vittima che, peraltro, aveva conservato una foto della ragazza sul comodino anche dopo la fine della loro relazione. Ciò significherebbe per la difesa che i due erano ancora legati.

L’udienza ha esaurito l’esame dei primi testimoni di questo complesso processo.

Il 10 Gennaio è prevista la prossima udienza e l’esame dei nuovi testimoni.

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