Primavera dei Teatri 2026, il programma di sabato 30 maggio: tre prime nazionali a Castrovillari.
Entrata nel vivo della sua programmazione, la XXVI edizione di Primavera dei Teatri continua a dare spazio a esperienze artistiche che mettono in discussione forme, linguaggi e convenzioni dello sguardo contemporaneo. Il festival si conferma così come un luogo in cui il teatro torna a esercitare la propria funzione più profonda: creare comunità temporanee di pensiero, presenza e immaginazione.
In dialogo costante con il territorio e con le urgenze del presente, la manifestazione prosegue il proprio percorso tra spettacoli, pratiche performative, incontri e restituzioni artistiche.
Di seguito gli appuntamenti in programma per sabato 30 maggio.
10:30 | Giardino Emi’s Bakery
Ricordi intorno allo sguardo di Goffredo Fofi
10:30 | Giardino Emi’s Bakery
Amleto va alla Kalsa
Oltre, Libri
Di Matteo Bavera
Inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, l’omonimo teatro sorge nel cuore della Kalsa, una delle zone più difficili e segnate dalla violenza di Palermo. Rimasto chiuso per lungo tempo e devastato da anni di abbandono e vandalismi, è stato riportato in vita negli anni Novanta grazie a una serie di progetti straordinari, tra cui spicca la trilogia shakespeariana diretta da Carlo Cecchi, composta da Amleto, Sogno di una notte di mezza estate e Misura per misura. Cecchi, affiancato da una compagnia di figure che sembrano esse stesse uscite da un dramma shakespeariano — ora comiche, ora tragiche, sempre profondamente umane — ha saputo trasformare questo spazio unico, facendo del degrado parte integrante della scenografia, incorporando i suoni persistenti del quartiere e persino il rischio costante di crolli all’interno della rappresentazione. Ne è nata un’esperienza immersiva senza precedenti, una manifestazione concreta di quella magia teatrale che pochi hanno la fortuna di vivere. Artefice della rinascita del Garibaldi e suo direttore artistico, Matteo Bavera racconta con ricchezza di dettagli e aneddoti una delle vicende più affascinanti del teatro italiano, soffermandosi non solo sulle produzioni artistiche ma anche sul rapporto con gli abitanti del quartiere, sul dialogo — spesso complesso — con l’amministrazione cittadina e con una società civile determinata a liberarsi dall’oppressione mafiosa dopo le stragi di Strage di Capaci e di Strage di via d’Amelio, oltre che su polemiche, conflitti, successi e tournée internazionali, dando vita a un racconto a metà tra reportage, memoria personale e meta-teatro, capace di restituire, anche solo per un istante, l’eco di un incanto irripetibile.
11:00 | Giardino Emi’s Bakery
Oltre, incontro
Rotte di terra
ZAINO / Formazione registica in Italia
Con Ivonne Capece, Quotidiana.com
A cura di R.A.C.
Con Rotte di terra, R.A.C. prosegue gli appuntamenti di Rotte imperfette – Esercizi di orientamento tra etica e pratiche della regia contemporanea, un ciclo di incontri ed eventi per discutere e partecipare attivamente a un approccio etico, consapevole e rispettoso alla regia teatrale. Le nostre rotte sono imperfette, ma perfettibili: per questo è essenziale continuare a formarsi e confrontarsi. A Primavera dei Teatri approfondiremo temi caldi come under 35 & parità di genere, il rapporto tra regia e realtà, e la formazione registica in Italia, con un focus sul “diritto di regia” a cura dell’Avv. Giovanbattista Iazzeolla, primo presidente di R.A.C.
17:00 | Giardino Emi’s Bakery
Ricordi intorno al Teatro di Giancarlo Cauteruccio
Oltre, incontro
Giancarlo Cauteruccio è stato una presenza luminosa e inquieta del teatro contemporaneo, un artista capace di immaginare mondi e attraversarli con radicale libertà. Dalla scena di ricerca degli anni ’80 in poi, ha aperto varchi tra teatro, arti visive e tecnologia, costruendo visioni in cui luce, spazio e corpo diventavano materia viva, pulsante. Visionario calabrese, ha portato con sé la forza e il respiro della sua terra, trasformandoli in un linguaggio universale, riconoscibile e profondamente umano. Il festival lo ricorda con affetto, per l’amicizia che ci ha legati e per i percorsi condivisi: tracce vive di un dialogo che continua, oltre il tempo, dentro ciò che resta e ancora ci attraversa. Interverranno i direttori artistici, la moglie Anna Giusy Lufrano – Cauteruccio, critici teatrali e artisti, per condividere ricordi, visioni e frammenti di un cammino umano e creativo che continua a risuonare.
18:45 | Teatro S. Girolamo
Le Tre Cicoriane
Teatro – Prima Nazionale
Liberamente tratto dalla fiaba calabrese Le tre raccoglitrici di cicoria raccolta da Letterio Di Francia (“Fiabe e novelle calabresi” – Donzelli Editore, 2015)
Testo, interpretazione, spazio scenico, disegno luci e regia: Dario De Luca
Sonorizzazioni elettroacustiche originali eseguite dal vivo: Gianfranco De Franco
Luci: Vincenzo Parisi
Oggetti di scena e allestimento: Giovanni Spina
Organizzazione e amministrazione: Tiziana Covello
Distribuzione: Egilda Orrico
Produzione: Scena Verticale
Con il sostegno di: CURA (centro umbro delle residenze artistiche) e Spazio MAI – Movement Art Is – Perugia
Una madre e tre figlie, poverissime, sopravvivono raccogliendo cicoria. Un giorno la maggiore, Teresina, scopre una botola che conduce a una casa sotterranea e scompare. Concetta, la secondogenita, parte alla sua ricerca ma svanisce a sua volta. L’ultima sorella, Mariuccia, segue le loro tracce e, con astuzia, svela i segreti dell’abitazione e del suo oscuro inquilino. Una favola nera, tra cannibalismo arcaico e violenza, ambientata in un tempo remoto ma inquietantemente vicino.
Dopo Re Pipuzzu fattu a manu (2019) e I 4 desideri di Santu Martinu (2023), Dario De Luca chiude con Le tre Cicoriane una trilogia dedicata alla fiaba calabrese, ispirata alla raccolta di Letterio Di Francia. Al centro Mariuccia, eroina impavida della tradizione orale, figura arcaica e potente che guida e supera i coprotagonisti maschili.
La fiaba è presente anche nell’antologia di Italo Calvino con il titolo Le tre raccoglitrici di cicoria.
20:15 | Teatro Vittoria
Vorrei morire non so come fare
Teatro – Prima Nazionale
Roberto Scappin | Paola Vannoni
Produzione: quotidianacom, Tuttoteatro.com, Kronoteatro
In collaborazione con: Sala Teatro Poggio Torriana RN
Con il sostegno di: Regione Emilia Romagna
Tira è un lui. Molla una lei. Stanno procedendo incredibilmente vivi verso la morte, anche se la citano con desiderio. Ma è forse solo una curiosità capricciosa. Analizzano e inventano il reale, sovrapponendosi alle vite di altri per affiorare, sbeffeggiati, da se stessi. Si scambiano parole, domande essenziali che generano discorsi spiantati, ma se si vigilasse si aprirebbero fenditure sull’estensione della loro giornaliera concretezza. Le cose ordinarie entrano nel mulinello dei dubbi radicali, il raziocinio oscilla serrato, sverniciato da un’ironia che reclama rettitudine. In sottofondo occhieggia, a ritmare la scansione delle parole, a separare i disordini della mente, un ritmo, una percussione quasi involontaria che i corpi producono all’unisono avvicinandosi a, aspettando che, lottando per. Tutto si ammanta di una tensione all’autodeterminazione, del vivere, del morire, di addormentarsi cullati da una ninnananna. Vorrei morire non so come fare si è aggiudicato il Premio di Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” 2025 come miglior studio scenico con la seguente motivazione: per la qualità della scrittura scenica, sempre tesa a rovesciare le attese e ad aprire prospettive inedite, per l’acuminato trattamento di una tematica, quella della malattia e della morte, che ci coinvolge tutti, sviluppata con algida, nichilistica potenza.
21:45 | Teatro Sybaris
Casa di Bambola
Teatro – Prima Nazionale
Da: Henrik Ibsen
Regia: Ivonne Capece
Adattamento drammaturgico: Mattia Favaro
Interpreti: Maria Laura Palmeri, Massimo di Michele, Stefano Braschi
Scene: Micol Vighi, Ivonne Capece
Luci: Ivonne Capece
Costumi e concept visivo: Micol Vighi
Sound designer: Simone Arganini
Realizzazione costumi: Giorgia Piatta Dell’Abbondio
Assistenza alla regia: Sofia Sironi
Produzione: Elsinor Centro di Produzione Teatrale
Nora se n’è andata. E adesso? In un Casa di bambola che sembra il suo sequel, lo sguardo si ribalta: al centro non c’è più la donna che fugge, ma l’uomo che resta. Torvald Helmer è solo, intrappolato nella prima notte dopo l’abbandono, mentre tenta disperatamente di ricostruire un’identità che non esiste più. Tra allucinazioni, ricordi distorti e incubi lucidi, affiora il ritratto feroce di una maschilità in crisi: fragile, smarrita, incapace di sopravvivere alla libertà dell’altro. Il femminile emancipato è una presenza perturbante che costringe a guardarsi senza difese. Con una regia tagliente e un linguaggio scenico ibrido e immersivo, lo spettacolo attraversa il crollo del patriarcato come un campo di rovine fumanti. Cosa rimane di un uomo quando perde il ruolo su cui ha costruito tutto?
23.30 | Emi’s Bakery
Dove vuoi
Live Bambina e Djset SAH DJ
Terre da ascoltare
SAH, nome d’arte di Salvatore Loria, è un DJ emergente della scena calabrese, originario di San Giovanni in Fiore. Inizia a farsi strada tra gli ambienti di Quattromiglia grazie a uno stile dinamico che unisce hip hop, R&B e urban music, creando set coinvolgenti e contemporanei. Nel corso del suo percorso ha portato la sua musica in diversi locali della zona come Shots, Molto, Gintoneria, Gioya Club e Mood oltre che in vari locali della Calabria costruendo un rapporto diretto con il pubblico e affinando la propria identità artistica. Oltre all’attività in console, è ideatore e fondatore di due format: URBAN e maquINDIE, nati con l’obiettivo di valorizzare e diffondere sonorità moderne e creare nuove esperienze musicali sul territorio. I suoi set si distinguono per energia, cura nella selezione e capacità di adattarsi al contesto, mantenendo sempre una forte identità stilistica.
“Scrivo canzoni per esorcizzare i sentimenti.” È così che Bambina definisce la sua musica. Non solo nome d’arte, ma anche il suo nome all’anagrafe, Bambina è dolcezza e profondità, ma anche forza e intraprendenza. Un viaggio dentro se stessi, un modo per esprimere in musica ciò che le parole non riescono a dire. Le sue canzoni sono per chi ha bisogno di fermarsi e riflettere, mentre le sue performance live diventano una catarsi interiore, con l’obiettivo di emozionare e lasciare il segno. Con sonorità pop intrecciate a vibes jazzistiche, trasforma il mondo che la circonda in arte, accompagnata dalla sua chitarra. Bambina ha coltivato negli anni una passione profonda per la scrittura e la composizione, completando un percorso di studi in Popular Music al Saint Louis College of Music di Roma e formandosi presso il CET di Mogol. Ha ricevuto vari riconoscimenti, come la vittoria del 1MNEXT (2026), il primo posto al Firenze Suona Contest (2025), la partecipazione alle Audizioni Live di Musicultura (2025), il primo posto al Festival Nazionale dei Conservatori (2024) e il secondo posto nella categoria EMERGENTI del Premio Mia Martini (2019).

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