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Catanzaro, risate e applausi per lo spettacolo di De Silva e Procopio

Ancora un appuntamento al Teatro Comunale di Catanzaro con la rassegna teatrale Vacantiandu con la direzione artistica di Diego Ruiz, Nico Morelli e la direzione amministrativa di Walter Vasta. In scena Pietro De Silva e Francesco Procopio con lo spettacolo A che servono questi quattrini, un testo scritto nel 1940 da Armando Curcio e che oggi ci viene proposto in una versione attualizzata  da Giuseppe Miale di Mauro che ne cura anche la regia.

De Silva e Procopio

L’azione si svolge in uno spazio scenico che rappresenta due interni. Nel primo atto è la modesta dimora di Vincenzino Esposito e di sua sorella Carmela, nel secondo atto l’azione si sposta nella ricca casa di Ferdinando e Rachelina De Rose per festeggiare il fidanzamento di quest’ultima con Vincenzino.

Due mondi distanti che si incontrano solo grazie agli stratagemmi di Eduardo Parascandolo, o professore, uomo che dopo aver dilapidato il suo patrimonio ha abbracciato la filosofia stoica secondo la quale il denaro non fa la felicità e lavorare stanca. L’uomo è nato per il riposo e qual è il lavoro che ti permette di non far nulla pur facendo credere di essere continuamente impegnato? Quello del politico! Così il professore si inventa un partito e fa eleggere Vincenzino, povero impiegato comunale, prototipo dell’analfabeta funzionale che ricalca i tanti politici del nostro Paese che oggi ci rappresentano.

Le nozze Esposito-De Rose diventano un chiaro matrimonio di interesse e l’intera commedia, pur mantenendo gli schemi della comicità popolare, è una feroce allusione alla attuale situazione politica italiana.

Pietro De Silva/Eduardo Parascandolo sotto quell’aria apparentemente dimessa è un diabolico manipolatore. Francesco Procopio/Vincenzino Esposito è un’anima candida, discepolo fedele del professore di cui è totalmente succube. Antonio Friello/Ferdinando è l’imprenditore con il vizio del gioco il cui disperato bisogno di soldi lo porta prima a finire nelle mani dell’usuraio gay De Simone (Andrea Vellotti) e poi a sacrificare la bella sorella Rachelina (Felicia Del Prete) a un matrimonio senza amore per salvare l’azienda di famiglia mentre la sorella di Vincenzino, Carmela, interpretata da Rossella Pugliese, risulta essere il personaggio più vero e meno incline a farsi irretire dalla trappola delle illusioni.

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