Piccola crisi di risultati in casa Cosenza. I rossoblu sono già chiamati a dare risposte positive ottenendo il massimo dai prossimi impegni casalinghi.
E’ abbastanza chiaro che Roselli non abbia ancora trovato la giusta quadratura del cerchio con la nuova rosa a disposizione. I buonisti direbbero che dopo solo tre giornate di campionato non è lecito chiedere di più, non avendo il mister umbro in mano la bacchetta magica. Certo è che sarebbe stato auspicabile limitare maggiormente i danni, 3 punti in 3 partite sono un magro bottino per i rossoblu. Stridono le due sconfitte consecutive con Taranto e Matera dopo il boom del derby. A sbornia ormai smaltita va detto che la prestazione di Catanzaro non ha fatto rizzare i capelli a nessuno sotto il punto di vista del gioco, se non fosse per l’eclatante risultato finale. Un risultato netto si, ma neanche l’ombra di un netto predominio territoriale.

ROSELLI si sa, non è un fautore del calcio champagne, il suo è un calcio pane e salame, fatto di molta sostanza e poca apparenza. Nonostante tutte le giustificazioni del caso è già ora di far suonare un piccolo campanello d’allarme. La squadra silana dista già 6 punti dalla vetta, occupata da un Lecce e da un Foggia che viaggiano già a vele spiegate. C’è tutto il tempo per recuperare posizioni in classifica e risalire la china. L’obiettivo stagionale prefissato dalla dirigenza e dallo stesso tecnico dei silani è migliorare il quinto posto della passata stagione, per farlo c’è bisogno di invertire la rotta a partire dai match casalinghi che vedranno i lupi affrontare Melfi e Vibonese nell’arco di pochi giorni. Ambiente e squadra devono fare i conti con un morale sotto i tacchi, non è facile per nessuno passare dall’esaltazione post derby ai tanti dubbi che attanagliano oggi l’ambiente rossoblu. La dèbacle di Matera non ha gli stessi crismi di quella casalinga con il Taranto, è arrivata dopo una partita dalle mille emozioni, giocata in maniera un pò più sparagnina al cospetto di un avversario difficile da affrontare. E’ comunque poco, troppo poco per ottenere punti preziosi. Mister Roselli ha sottolineato che il Cosenza non è una cenerentola, di conseguenza non c’è motivo che sul campo si dimostri tale andando ad affrontare tutti gli avversari con quel timore reverenziale diventato ormai marchio di fabbrica.
IL coraggio di osare spesso e volentieri nel calcio porta ad ottenere risultati anche inaspettati, difesa e contropiede non possono essere l’uniche freccie nel proprio arco, questo leit motiv inizia a dare noia, soprattutto se non è più produttivo come accadeva in passato. E non venite a dirci che in queste categorie non c’è spazio per il bel calcio, gli esempi più recenti del Foggia di De Zerbi e del Benevento di Auteri, così come quelli più attuali del Lecce di Padalino dicono tutto il contrario. E’ ora di svegliarsi ed essere artefici del proprio destino.
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Foto di copertina e nell’articolo di Alessandro Veglia
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