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Chi ci capisce qualcosa è bravo

Il Cosenza colleziona un’altra sconfitta, con la Casertana dopo quelle con Fidelis Andria e Juve Stabia, ma per la seconda volta in sette giorni la prestazione non è da buttare via.

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Ogni buon cronista che si rispetti ha la sua etica professionale e le sue idee. Mettere da parte le proprie propensioni e le proprie simpatie è ciò che gli consente di analizzare la cronistoria delle partite e dei momenti, positivi o non, della squadra del cuore con lucidità e obiettività. Proveremo a farlo parlando del Cosenza attuale, partendo da una premessa, è davvero difficile cercare di capirci qualcosa. Sta succedendo tutto e il contrario di tutto. Troppe cose che non tornano, troppi aspetti poco chiari e maledettamente complicati da interpretare.

SCONFITTA ASSURDA L’harakiri di ieri contro la Casertana ha dell’incredibile e ad essere onesti non è del tutto meritato. Indubbiamente c’è qualcosa che non va, tre sconfitte consecutive non arrivano così per caso. Pare ci sia un microclisma in atto, la coesione di gruppo latita, in alcuni frangenti della partita si è visto qualche calciatore rossoblu in preda alla labirintite, si denota peraltro una scarsa convinzione nei propri mezzi e la ormai ben nota mancanza di furbizia e scaltrezza che spesso fa girare gli episodi cruciali del match a proprio favore. In più c’è la momentanea epurazione di elementi come Capece e Cavallaro, che nel recente passato erano stati gettati nella mischia per cambiare le sorti della gara e che invece ieri sono rimasti in panchina per 90 minuti. Nonostante tutto il Cosenza ha da recriminare per le discutibili decisioni arbitrali di Balice (inesistente il fuorigioco sbandierato a Statella in occasione del gol annullato, per non parlare del penalty concesso per il presunto contatto tra Perina e Corado), per i miracoli di Ginestra su Gambino e D’Anna e la traversa scheggiata da Filippini.

La delusione di Domenico Mungo
La delusione di Domenico Mungo

SI GIOCA MALE E SI VINCE Riavvolgiamo il nastro fino all’inizio del campionato, i silani esordiscono a Catanzaro cogliendo una vittoria storica ma la dimensione del risultato finale va ben oltre i valori mostrati sul campo dalla squadra di Roselli. Idem con patate per la vittoria in extremis sulla Virtus Francavilla e per quella sofferta sulla Paganese nonostante la doppia superiorità numerica. L’esatto opposto è successo in occasione della sconfitta di Matera, arrivata dopo aver combattuto ad armi pari con lo squadrone di Auteri, e quella altrettanto amara di Castellammare di Stabia, quando gli avanti rossoblu hanno gettato alle ortiche almeno 4 nitide occasioni. Morale della favola il Cosenza vince quando offre prestazioni da sbadigli e perde quando gioca in maniera gagliarda. Strano ma vero.

CAPITOLO TIFOSERIA Aumentano le frizioni e i dissidi tra le due frange della tifoseria rossoblu, che hanno originato tempo la spaccatura del tifo. Gli attriti tra il gruppo Anni Ottanta, che occupa stabilmente i gradini della Tribuna A, e i gruppi che compongono gli Ultrà Curva Sud, si fanno sempre più intensi. Ieri l’ennesimo capitolo di una storia che fa male a tutto l’ambiente. La frattura sembra diventata quasi insanabile.

Le foto dell’articolo sono di Salvatore Mannarino.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si Nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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